Annalisa Ricciardi

Un viaggio tra 45 ettari di vigneti siciliani, da Corleone in provincia di Palermo a Chiaramonte Gulfi nel Ragusano a Linguaglossa sull’Etna. Tre territori la cui storia è legata al vino e che esprimono una sicilianità particolare, ciascuno a suo modo. È il viaggio della famiglia Vivera, che da generazioni coltiva la passione per la vite ma che solo recentemente ha deciso di mettersi in gioco imbottigliando con un proprio marchio i vini ottenuti da terroir vocati. “La prima vendemmia che abbiamo messo in bottiglia è la 2008”, spiega Irene Vaccaro, responsabile di cantina che ha presentato i vini dell’azienda all’edizione 2010 di Avvinando, “e ciascun vino racconta delle persone che lo producono”.

 

E allo stesso modo ciascuno in azienda ama raccontare il territorio che più gli appartiene. A Corleone trova le origini la “mamma Armida”. Secondo lei, “non esiste un altro luogo al mondo con questa bellezza, misconosciuta e nascosta, che io e mio marito abbiamo voluto portare nel vino che facciamo”, spiega, “che in un abbraccio possa raccontare una storia diversa della Sicilia attraverso il linguaggio dei suoi sapori e dei suoi profumi”. Qui i vigneti si trovano nelle contrade Muranna, Dagala e Casalotto, adagiati su una collina argillosa lambita dal fiume Belice.

 

Una importante parte dei 45 ettari, tutti rigorosamente di proprietà della famiglia e coltivati con metodo biologico, si trova anche a Chiaramonte Gulfi, dove Antonino è nato. Un territorio, quello del Ragusano, dove la campagna è caratterizzata da recinti di pietra bianca che caratterizzano fortemente il paesaggio chiamati “chiuse a carrubo” per via dei grandi carrubi sotto cui il bestiame si ferma a riposare. Un paesaggio che ha ispirato alcuni dipinti di Piero Guccione e dei pittori della scuola di Scicli e attira numerosi turisti, anche grazie al successo mediatico del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri.

 

Nel Catanese, infine, nascono e crescono i figli Omar, Eugenio e Loredana. “L’Etna conosce la nostra storia”, spiega Antonino Vivera, “ci ha visti costruire insieme, io e i miei figli, questa cantina quasi nascosta all’occhio dei passanti per non distogliere il loro sguardo dal paesaggio”. Un ricco paesaggio fatto di natura e storia, protetto da un parco naturale che parte dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei, dove le coltivazioni si fermano a mille metri. L’unico posto, il Vulcano, da cui si può guardare il mare sciando. In questa cornice si trova la vigna Martinella, dove si ottiene un particolare Nerello Cappuccio utilizzato in blend col Cabernet Sauvignon proveniente da Casalotto, nel Corleonese.

 

Da queste contrade vengono fuori quattro vini, tre bianchi, tra cui un Etna doc ottenuto da una selezione di uve Carricante, e un rosso. Vini prodotti con una unica missione, la convivialità, da una famiglia unita per un progetto totalmente siciliano.

 

VIVERA. C.da Martinella – SP 59/IV – 95015 Linguaglossa (CT) – Telefono: 0039 095 643837 – Fax: 0039 095 647942. Email: info@vivera.it; sito: www.vivera.it.