Salvatore Parlagreco

Il campionato del mondo del vino è stato vinto dalla Sicilia. Le nostre previsioni non sono andate deluse. Il Premio Italia è stato assegnato a Giuseppe Milazzo, titolare dell’omonima azienda di Campobello di Licata, nell’agrigentino. A Milazzo è andato anche il Premio Regione 2011.

Basterebbe questo per dare un giudizio positivo della partecipazione siciliana al Vinitaly, ma sarebbe come fare un torto ai produttori ed a quanti – pubblico e privato – hanno lavorato duramente per il successo.

Il padiglione e le iniziative sono state curate dall’Istituto della Vite e del Vino che ha lavorato a contatto di gomito con l’assessorato all’Agricoltura (molto presenti l’assessore D’Antrassi e il dipartimento agricoltura).
 
Stavolta il taste and buy è volato. Sono arrivati anche i buyers francesi a farsi un’idea di che cosa sta avvenendo nell’Isola, diventata un temibile competitore. Vinitaly è stato “preparato” dall’Istituto della Vite e del vino con una serie di iniziative che hanno fatto la differenza. Una fra tutte la certificazione di ben 1300 etichette. Il vino siciliano può essere tracciato, altrove non avviene. Non è una cosa di poco conto. I produttori hanno proposto per tempo appuntamenti ed incontri.

La sala business, attrezzata nel padiglione siciliano, ha ospitato un numero di convegni ed incontri impressionante. In più le realtà emergenti – come l’Etna – e le province (Siracusa) hanno proposto appuntamenti interessanti.

La provincia di Siracusa ha preparato il suo gemellaggio con la provincia di Verona. Una iniziativa bene accolta a Verona. E’ arrivato anche Vittorio Sgarbi, oltre che scienziati nutrizionisti ed enologi.
Avremo modo di raccontarvi tutto.