Annalisa Ricciardi

Il vino biologico non esiste. Questo lo sappiamo bene e ce lo hanno ripetuto tante volte. Non esiste perché, dicono gli esperti e anche i controllori, in cantina è inevitabile utilizzare materie prime che tecnicamente non si possono definire bio.

  

Per questo in etichetta trovate quella strana dicitura, “vino ottenuto (o prodotto) da uve da agricoltura biologica”, che spesso avrete intravisto senza badare troppo al dettaglio. La stessa dicitura si legge anche nei vini di BioViola, una cantina di Alcamo che dal 1996 è certificata biologica, con tanto di bollino Suolo e Salute.

  

A condurla un giovanissimo, Davide Adragna, 25 anni, che due anni fa, tornato da una sua breve esperienza di lavoro fuori dalla Sicilia, in Toscana ed Emilia Romagna, ha iniziato la sua avventura nel mondo del vino. “L’azienda apparteneva a mio nonno”, racconta il giovane manager, “poi i miei zii nel 1994 hanno intrapreso la strada del bio e due anni fa hanno deciso di coinvolgermi”. Inizia così una strada un po’ in salita, visto che proprio in quel momento, caratterizzato da una fortissima crisi di mercato, Davide decide di iniziare a imbottigliare. “Non era forse il momento più opportuno ma abbiamo voluto rischiare”, spiega. E i numeri, 15 mila bottiglie della vendemmia 2008 già vendute e due prestigiosi premi a livello internazionale, sembrano avergli dato ragione.

 

Il punto di forza? “Sta certamente nella conduzione sostenibile dei vigneti”, precisa. I tredici ettari a Nero d’Avola, Merlot, Catarratto e ultimamente anche Grillo, sono tutti curati da quindici anni per garantire l’equilibrio di un ecosistema che si può notare immediatamente visitando l’azienda. Dalla presenza di insetti e piante utili che è raro trovare in vigneti convenzionali, a piccoli animali selvatici che corrono liberi tra i filari. “Nel corso degli anni i miei zii sono riusciti a introdurre in vigneto delle piante che arricchiscono naturalmente il suolo di azoto”, dice, “permettendoci oggi di risparmiare nelle concimazioni”.

 

Ma anche il terroir fa la sua parte. “Ci troviamo in contrada Valle, nel distretto Calatafimi Segesta, in un territorio che gode di un’esposizione ottimale, così le uve rimangono asciutte e non hanno bisogno di trattamenti antimuffa”, spiega il giovane manager, “inoltre l’azienda si trova a 350 metri di altitudine con effetti positivi sulla qualità dei nostri vini”.

 

Il risultato sono due prodotti collaudati e premiati, un bianco e un rosso, e da appena tre giorni anche un rosato, un blend di Nero d’Avola e Merlot, che è stato presentato a Calici di Stelle nel corso delle celebrazioni del decennale della Strada del vino Alcamo doc di cui BioViola fa parte. “Anche questa è una scommessa che non abbiamo voluto perdere”, conclude Davide Adragna.

 

Ed è forse anche per questo che l’azienda si è guadagnata, sempre il 10 agosto, il riconoscimento di “Migliore produttore emergente” dalla Strada del vino Alcamo doc.

 

Azienda Agricola BioViola. Indirizzo: via Tomasi di Lampedusa, 1 – 91011 Alcamo (TP). Telefono e fax: 0039 092422371; cellulare: 0039 338 9488276. Email: info@bioviola.com; sito: www.bioviola.com.