I vini della vendemmia 2010 saranno freschi e longevi. È quanto emerge da un’indagine svolta da Assovini Sicilia tra i propri soci. Per Federico Curtaz, agronomo-enologo proprietario insieme a Silvia Maestrelli di Tenuta di Fessina sull’Etna e con vigneti di Chardonnay nel Trapanese, a Segesta, e di Nero d’Avola in Val di Noto. “E’ una vendemmia abbondante di uva molto buona, con ottima acidità – afferma Curtaz – credo che quest’anno il lavoro in cantina sarà facile perché la qualità è già assai elevata in vigna”. Curtaz ha vendemmiato il Nero d’Avola in Val di Noto in leggero anticipo, invece nelle sue vigne sull’Etna la prevista anticipazione della raccolta poi non c’è stata, a causa delle piogge di settembre: la vendemmia è iniziata la scorsa settimana e si concluderà, con la raccolta nelle vigne a maggiore altitudine, il prossimo fine settimana.
Anche Arianna Occhipinti con azienda agricola nel Ragusano ha iniziato la sua vendemmia con una settimana di anticipo, il 22 settembre, con la raccolta del Nero d’Avola che utilizza per il suo passito, poi ha continuato con l’albanello, con il resto del Nero d’Avola e da ultimo con il Frappato, che ha una buccia più resistente rispetto alle altre varietà coltivate nella sua tenuta, prima dell’arrivo in zona di qualche giorno di pioggia. “Ho vendemmiato uve molto sane – racconta Arianna Occhipinti – con profumi intensi, ph basso e un’acidità che fa prevedere vini di grande freschezza e longevità. Anche il colore è molto vivo”.
In particolare di grillo straordinario, per profumi e freschezza, e più in generale di ottimi bianchi, parla Carmelo Bonetta, proprietario dell’azienda agrigentina Baglio del Cristo di Campobello. “Ma anche il Nero d’Avola è ottimo” aggiunge Bonetta che ha già concluso tutta la vendemmia avendo iniziato il 10 agosto con la raccolta dello Chardonnay, un po’ in anticipo rispetto agli altri anni, e terminato i primi di ottobre con il Cabernet sauvignon. “Abbiamo anticipato la vendemmia soltanto dei bianchi – spiega Bonetta – quella dei rossi è stata alla fine regolare. Anche la quantità, nella nostra azienda, è stata quella prevista, la stessa dell’anno scorso e da noi prestabilita e ottenuta grazie ai diradamenti e alla vendemmia verde”. Quanto all’andamento climatico Bonetta racconta che dalle sue parti ha piovuto molto in inverno e poi non più dalla fine di aprile, le piante hanno quindi potuto godere di una buona riserva idrica e arrivare alla raccolta senza carenza d’acqua perfettamente mature, la poca pioggia che è caduta in zona durante la vendemmia non ha provocato alcun danno.
Di poca pioggia e abbassamento delle temperature a fine estete che non ha fatto alcun danno, anzi ha allungato favorevolmente un po’ la maturazione polifenolica dei rossi, parla anche Giuseppe Tasca dell’azienda Tasca d’Almerita, con vigneti a Regaleali, tra le province di Palermo, Agrigento e Caltanisetta, ma anche sull’Etna e sull’isoletta trapanese di Mozia. “Abbiamo iniziato la vendemmia con lo Chardonnay base spumante il 18 agosto e stiamo ultimando in questi giorni con la raccolta del Catarratto e dei Nerelli – racconta – sia i bianchi che i rossi sono ottimi. Regaleali è un territorio in generale fresco e non abbiamo avuto quest’anno nemmeno quei picchi di calore che accelerano la maturazione e rischiano di far ottenere rossi un po’ ruvidi. I profumi dei nostri bianchi sono quindi molto buoni, come sempre, quanto ai rossi la più lenta maturazione fa sperare invece in vini particolarmente morbidi ed eleganti. La quantità poi è un po’superiore rispetto all’anno scorso, forse proprio per la regolarità e lentezza della maturazione. Abbiamo raccolto davvero uva ottima”.
“Un’annata molto equilibrata” definisce la vendemmia 2010 Salvatore Geraci dell’azienda Palari nel Messinese. “Abbiamo avuto una primavera piovosa e un’estate abbastanza calda ma non siccitosa come quella del 2003 – spiega Salvatore Geraci – comunque le nostre vigne sono ad alberello e risentono meno sia del vento, rispetto alla spalliera, che della siccità avendo radici più profonde. Dato che la mia è una piccola azienda e per la maggior parte di Nerelli con piccole percentuali di altre varietà rosse autoctone, siamo anche riusciti a vendemmiare tutta l’uva i primi di ottobre a perfetta maturazione prima dell’arrivo delle piogge”.
Ha appena finito di vendemmiare anche Mirella Tamburello con azienda nell’entroterra di Monreale. “Nella mia area ha piovuto poco non provocando alcun danno, anche perché la maggior parte delle uve erano già state raccolte – afferma – noi siamo un’azienda biologica, facciamo solo trattamenti di rame e zolfo, quindi particolarmente attenta alla prevenzione, soprattutto dopo che nel 2007 la peronospora ci ha provocato danni enormi. Definirei quest’annata davvero eccellente”. Nell’azienda agricola Tamburello si è iniziato a vendemmiare il 15 agosto lo Chardonnay, poi l’Inzolia, il Grecanico e il Catarratto. Tra i rossi il primo ad essere raccolto è stato il syrah, “più precoce nella mia zona” afferma la Tamburello, poi Cabernet sauvignon, Nero d’Avola e da ultimo, i primi di ottobre, il Perricone.
Già da due settimane è finita invece la raccolta da Lilly Fazio con vigneti ad Erice. “Noi abbiamo iniziato molto presto, i primi di agosto, con lo chardonnay base spumante e poi con il muller thurgau. La vendemmia è stata anticipata per gli autoctoni bianchi – racconta la titolare di Fazio Wines – ma poi ritardata di circa una settimana, iniziando intorno al 20 settembre, per gli autoctoni rossi perché abbiamo avuto un ferragosto piovoso con repentino abbassamento delle temperature. I bianchi già mostrano profumi intensissimi, dei rossi di sicuro si può già dire che abbiamo raccolto alla fine uve sanissime e a piena maturazione”.
Per l’azienda etnea Barone di Villagrande la vendemmia è invece ancora all’inizio. “Sull’Etna abbiamo già vendemmiato il 10 settembre solo quel po’ di chardonnay che abbiamo e che è buonissimo come sempre. Adesso è una settimana che piove – è il resoconto di Marco Nicolosi Asmundo – in qualche grappolo si sta presentando un po’ di Botrytis e, poiché noi non facciamo trattamenti contro le muffe, penso che perderemo un po’ d’uva. La raccolta di Carricante e dei Nerelli si prospetta quindi di minore quantità”. Barone di Villagrande ha anche un vigneto nelle isole Eolie, a Salina. “Per la nostra malvasia invece posso dire che è stata una vendemmia davvero splendida – conclude Marco Nicolosi – a Salina ha piovuto il giusto, solo un po’ ad agosto e a settembre, con un’estate nel complesso calda ma ventilata. Abbiamo fatto appassire tranquillamente per quindici giorni le uve sui graticci e possiamo già parlare di annata eccezionale”.
