Annalisa Ricciardi

Continua il dibattito sulla vendemmia. Stavolta un appello al Governo regionale viene lanciato dall’Associazione degli Enologi ed Enotecnici di Sicilia, spinta dal delinearsi di una situazione economica poco serena, che richiede subito delle scelte in grado di scongiurare il totale tracollo del settore vitivinicolo, rimasto ormai con pochissime risorse.

 

Secondo Assoenologi, l’ottima qualità delle uve di cui molti hanno finora parlato non è un dato rassicurante per il settore. Almeno non determinante per una buona riuscita di questa vendemmia. “Lo può essere per noi enologi che possiamo contare ancora su un prodotto di qualità", dice Carlo Ferracane, presidente dell’Associazione, "ma se manca un mercato adeguato, le difficoltà dovute alla commercializzazione si ripropongono come sempre. Questa situazione va poi a contrastare con il piano di ridefinizione voluto dalla Regione. Non serve infatti ridurre la quantità di prodotto se di pari passo non c’è un aumento dei prezzi”.

 

Ad oggi, inoltre, non c’è certezza sul prezzo delle uve, mentre in passato già a fine agosto, i vitivinicoltori potevano contare su entrate finanziarie ben precise e a loro volta le cantine potevano stimare un bilancio sui costi da sostenere.

 

“Fra le proiezioni si potrebbe inserire anche la manifestazione di dissenso da parte degli agricoltori. Sarebbe opportuno cominciare ad occuparsene oggi stesso” – continua il presidente. Un registro, quello che si sta vivendo, che si ripropone tutti gli anni nonostante i tentativi, ad oggi ancora incompiuti, di riorganizzare l’intero settore e dare aiuto alle aziende ad occupare una posizione stabile nel mercato, in grado di fronteggiare la concorrenza mondiale.

 

Posizione di totale apertura quella dell’Assoenologi Sicilia nei confronti dei soggetti competenti per studiare, in occasioni opportune, le manovre da adottare per evitare di peggiorare ulteriormente la situazione. “ Attendiamo la possibilità di confrontarci per analizzare bene le soluzioni da applicare”, conclude Ferracane, “i professionisti del settore, e nello specifico gli enologi e gli enotecnici, sono disponibili al coinvolgimento di incontri promossi dai soggetti politici”.