Lei si chiama Beatriz De la Iglesia Garcia, ha 33 anni ed è andalusa, lui Pierpaolo Badalucco, 36 anni ed è siciliano. La loro avventura inizia nel 2003 quando decidono di lasciare la Spagna, dove vivevano e lavoravano per trasferirsi a Palermo, città che Beatriz da restauratrice ama e conosce molto bene.
Ma Pierpaolo ha anche un’azienda di famiglia tra Petrosino e Mazara del Vallo, nel Trapanese, nella quale intravede un possibile business italo-spagnolo. Così la coppia, assieme ai cugini De Vita, fonda la società Terre Sicane per gestire i 30 ettari di vigneto «ricercando», dice Pierpaolo, «nuovi blend tra vitigni che potessero rappresentare un giusto equilibrio tra Sicilia e Spagna».
I terreni, in contrada Triglia, Corleo e Delia Nivolelli, vengono così coltivati a Nero d’Avola, Catarratto, ma anche a Syrah, Inzolia, Grillo e Tempranillo, vitigno molto diffuso nella zona doc di Rioja in Spagna. E il primo vino, un blend di Nero d’Avola e Tempranillo, si chiama Dos Tierras, un nome che sottolinea l’unione tra le due terre, Spagna e Sicilia.
Ma Dos Tierras è anche un progetto, che coinvolge i visitatori nel momento della vendemmia e anche della raccolta delle olive nei vicini uliveti. “Abbiamo ricevuto molte richieste anche se stiamo aspettando ancora il momento giusto per iniziare a vendemmiare”, spiega Pier Paolo, “chi ha aderito sia che deve tenersi pronto perché potrebbe essere contattato da un momento all’altro”.
E per sottolineare sempre più il forte legame tra le due terre i due giovani manager, che da pochi mesi sono genitori di Beatrice, hanno deciso di realizzare un progetto fotografico alla ricerca della Spagna in Sicilia e viceversa.
Insomma, il sogno di Pierpaolo e Beatriz è diventato realtà. Da azienda che conferiva gli oltre 1.400 quintali di uve a una cantina sociale, è diventata una piccola impresa vitivinicola che punta sulla qualità e che vende i propri prodotti in Italia e in Spagna. «Dopo anni di prove in vigna e in bottiglia», afferma Beatriz, «abbiamo raggiunto una consapevolezza delle potenzialità dei nostri vini, lavorando sempre a fianco degli operai più anziani perché da loro abbiamo tanto da imparare». Un connubio vincente quello tra Sicilia e Spagna, dunque, ma anche quello tra esperienza e innovazione.
E chissà, magari un giorno verrà ripresa anche la piccola cantina dell’azienda, datata 1915, dove il nonno di Pierpaolo preparava il suo Marsala.
