La lettura e il cibo sono due dei principali piaceri della vita. Ne è convinto Fabrizio Piazza che è riuscito a rendere un po’ meno noiosa l’estate palermitana organizzando una serie di “aperitivi” a tema.
A partire da ieri e per tre sere i lettori che lo vorranno potranno cimentarsi in una gara all’ultima ricetta, ovviamente ispirata o tratta da un libro. Ieri sera a vincere la prima sfida è stato il “Polpettone di Minna”, che Anna Maria Gentile ha tratto da “La cucina del dottor Freud”. Non è un libro di Freud ma di James Hillman e Charles Boer che hanno raccolto tutte le ricette di tutti i piatti che il fondatore della psicoanalisi citava nei suoi scritti. Un polpettone particolare spesso cucinato dalla cognata che, spiega la cuoca, “a quanto pare era più che una cognata”.
A partecipare alla sfida anche Romina Formisano con i ricci di Schopenhauer e le lacrime di Nietzsche, ispirati a due libri di Irvin Yalom, e Luca Mazzone con l’omelette di Pereira, ispirata a Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Entrambi parimerito al secondo posto.
L’originale ricetta di Romina Formisano è stata preparata con ingredienti del suo orto, quindi “rigorosamente biologici”: due metà di melone bianco capovolte, l’una con spiedini di mozzarella, pomodoro e basilico, l’altra con gamberetti e palline di melone e, in una coppa a parte, una salsa rosa arricchita di gocce di passito di Pantelleria. Un’armonia di dolce e salato che ha trovato nella lettura la sua ispirazione. L’ideale: intingere gli aculei di Schopenhauer nelle lacrime di Nietzsche.
“In realtà non c’è una ricetta delle omelette di Pereira bensì una citazione”, spiega Mazzone, “quando Pereira entrò nel caffè Orchidea erano quasi le tre ma il cameriere lo fece comunque accomodare, così Pereira ordinò una limonata senza zucchero e una omelette alle erbe aromatiche”.
Due universi, quelli della lettura e del cibo, che spesso si incontrano. Basti pensare alle madeleine di Proust o agli arancini di Camilleri. Ma anche Afrodita di Isabel Allende, La cucina di Bahia di Jorge Amado, o Chocolat, Vino, patate e mele rosse e Cinque quarti d’arancia di Joanne Harris, solo per citarne alcuni.
E voi da quale libro siete stati mai ispirati per la preparazione dei vostri manicaretti?
