Tra qualche ora si apriranno ufficialmente i lavori del Concorso mondiale di Bruxelles. Quattro giorni di full immersion per i 260 componenti della giuria che dovranno degustare oltre 7000 campioni di vino. Quarantasei le commissioni, più una riservata alle autorità per la valutazione di vini che però, spiegano dall’organizzazione del Concours, non avrà nulla di ufficiale ma servirà solo ad avvicinare alla kermesse personalità eccellenti, magari non proprio addette ai lavori.
Tutti gli ospiti sembrano essere arrivati, accolti dal presidente dell’Istituto regionale della vite e del vino, Leonardo Agueci. Solo qualche eccezione per chi è rimasto bloccato in aeroporti troppo lontani per potere provvedere con mezzi di trasporto alternativi. Intanto, è appena iniziato il pomeriggio di degustazione libera, non tecnica, di vini italiani. E tra i presenti anche Giancarlo Conte, vicepresidente dell’Irvv.
Vicepresidente, com’è iniziata questa avventura con l’organizzazione del Concours?
L’istituto si è impegnato con l’organizzazione guidata da Baudouin Havaux due anni fa, quando il concorso era a Bordeaux. Da allora abbiamo iniziato a lavorare e l’anno successivo, a Valencia, abbiamo annunciato che l’edizione 2010 si sarebbe tenuta proprio in Sicilia.
Una scommessa che avete vinto?
Sicuramente per l’Istituto ma anche per Palermo e per i siciliani si trattava di una vetrina troppo importante per lasciarsela sfuggire. Un’occasione prestigiosa, probabilemte una delle più importanti al mondo sia per numero di campioni che per degustatori e per ampiezza ampelografica, ovvero ricchezza di vini presentati.
Dal programma è evidente che tra le autorità che daranno i propri saluti non manca proprio nessuno. Dopo il Vinitaly 2010 un secondo momento in cui tutti lavorano assieme per promuovere l’Isola del vino?
Sembra quasi una ruota dentata in cui gli ingranaggi combaciano perfettamente. La partecipazione di tutti gli attori coinvolti, la presenza del Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dell’Assessore regionale alle Risorse agricole, Titti Bufardeci, del Sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è un po’ il risultato che ci aspettavamo. Del resto il vino non interessa solo gli addetti ai lavori, ma fa da traino a tutte le attività, dal turismo ai beni culturali, all’agricoltura.
Tra gli appuntamenti in calendario c’è anche un workshop sulla grappa, che ruolo ha nell’ambito del Concours palermitano?
L’intuizione che abbiamo avuto a Bordeaux e che abbiamo poi confermato a Valencia è stata quella di fare una promozione alla grappa come “eccellenza” italiana da Nord a Sud, come recita il titolo che abbiamo voluto dare al workshop. Si tratta di un tema da non sottovalutare perché la grappa non è un’esclusiva delle regioni del nord Italia, anche la Sicilia che è una new entry può produrre eccellenza e non lo diciamo noi ma i riconoscimenti ottenuti dai nostri prodotti a livello mondiale.
Che lavoro c’è stato dietro le quinte per arrivare, oggi, a questa prima degustazione e ad avere, quindi, tutto pronto per il taglio del nastro?
Un lavoro lungo due anni, non poteva non essere così. Per 24 mesi circa 30 persone dall’Irvv hanno lavorato a questo progetto per riuscire ad affiancare la macchina organizzativa del Concours, collaudata e efficiente, nella maniera più efficace e produttiva. Un grande lavoro è stato fatto per garantire che tutto funzionasse e che ad esempio gli ospiti alloggiassero in alberghi vicini alla location della competizione.
L’obiettivo finale di tutto questo grande lavoro?
Che si parlasse del vino siciliano e della Sicilia a livello internazionale. E non c’era certamente un’opportunità migliore del Concours Mondial di Bruxelles.
Per l’occasione, l’ex deposito delle locomotive di Sant’Erasmo ha moltiplicato i suoi spazi: all’ingresso della struttura principale, non sufficiente a contenere tutti i tavoli destinati alle commissioni di degustazione, è stato ricavato un grande salone. Qui, per permettere a tutti di avere le stesse informazioni e indicazioni da parte dell’organizzazione sono stati montati dei maxischermi che proietteranno ciò che accadrà nella struttura adiacente.
Nella parte esterna dell’ex deposito, quasi in riva al mare, è stata realizzata una tensiostruttura destinata ad ospitare tutti i settemila campioni di vino, più le piccole cassette che contengono altrettante doppie bottiglie, indispensabili per sostituire qualche pezzo difettoso. Non solo, oltre 5 tavoli sono stati riservati a grappe e liquori di ogni tipo, provenienti anch’essi da tutto il mondo.
Tanti prodotti diversi, tanti giurati e personalità diverse e provenienti da oltre 40 nazioni differenti ma tutte accomunate dalla stessa passione e dalla possibilità di vivere per quattro giorni l’atmosfera suggestiva che si respira in questa “Palermo capitale del vino”.
