Dario La Rosa

In merito alla misura presentata nell’ultimo decreto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e relativa alle concessioni delle spiagge agli imprenditori privati, il Touring Club Italiano invita ad alcune riflessioni "per non rischiare di mutare il contesto passando dalla caotica situazione attuale ad una ancor piu’ preoccupante". ”Sono tanti i temi non ancora chiariti dal Governo -sottolinea il presidente Franco Iseppi- primo fra tutti quello dei canoni: a fronte, infatti, di un diritto di superficie acquisito per 90 anni, e’ fondamentale che questi vengano realmente fissati a prezzi di mercato e che ci sia rigore nell’effettiva riscossione, al fine di non generare squilibri o posizioni di vantaggio ingiustificate e per poter investire gli introiti dei canoni in attivita’ di tutela e salvaguardia del territorio, ovvero a vantaggio della collettivita’. Va anche chiarito il rapporto tra Stato, Regioni ed Enti locali per garantire regole e scelte uniformi". "Altro tema -continua Iseppi- e’ quello dell’accessibilita’ al diritto di superficie: e’ importante che sia garantito l’accesso a tutti e che non si prevedano ‘corsie preferenziali’ per gli operatori gia’ concessionari perche’ questo meccanismo andrebbe ulteriormente ad alterare le dinamiche di mercato".

 

 

"La durata della concessione prevista dal decreto -commenta Iseppi- e’ sostanzialmente un concordato a vita (per almeno due generazioni). Era ed e’ auspicabile -prosegue- una regola di concessione adeguata alla tipologia di investimento per una regolamentazione piu’ rigida su quel che si puo’ e deve fare a fini di accoglienza e efficace offerta turistica, perche’ i gestori siano responsabili della corretta manutenzione dell’area e del mare". "Infine -osserva Iseppi- e’ necessario rivedere al rialzo gli obblighi relativi alle percentuali di spiaggia libera, con adeguata gestione e minima attrezzatura perche’ non continuino ad essere quegli scorci di territori degradati e mortificati come sono oggi in molti casi”. ”E’ necessario -conclude Iseppi- che di fronte a provvedimenti di questa portata lo Stato consulti preventivamente e formalmente quella che si usa definire ”societa’ civile” (in questo caso le Associazioni ambientaliste) per una piu’ utile riflessione sulle conseguenze non solo economiche.”