Sebastian Vettel vince con disarmante autorevolezza l’82° GP d’Italia e compie un ulteriore decisivo passo verso il secondo titolo iridato piloti, incrementando il vantaggio della Red Bull nella classifica costruttori. Alla fine dei 53 giri in programma, al secondo posto è stato ottenuto da un concreto Jenson Button, ancora una volta capace di tirare fuori dalla propria McLaren una prestazione costruita con intelligenza e senza strafare, ma con alcuni passaggi da antologia. Terzo gradino del podio per Fernando Alonso, protagonista di una partenza straordinaria, ma poi non in grado di mantenere il passo di Vettel e Button.
Se ci fermassimo qui, si potrebbe interpretare il GP d’Italia 2011 come una gara noiosa: non è stato così, anche se i giochi per la vittoria si sono fatti nei primi giri. Prima del via, il tema centrale delle analisi era stato l’assetto aerodinamico e le scelte tecniche di Vettel, che aveva settato la monoposto con un carico aerodinamico più carico e una settima marcia più corta rispetto agli inseguitori. Vettel teoricamente avrebbe potuto essere preda facile per Hamilton, Alonso, Schumacher e Button, alla guida di monoposto più veloci sul dritto. Non è stato così, ma la gara di Monza è stata movimentata fin dalla partenza.
Al semaforo verde, Alonso fa un balzo eccezionale, dopo aver affiancato Vettel e Hamilton. Nelle retrovie però Liuzzi si tocca con Kovalainen, non controlla la monoposto e scivola sull’erba, fermando la propria corsa sulla Renault di Petrov e sulla Mercedes di Rosberg, affiancati alla prima variante. Per il russo e il tedesco la gara è già finita. La Safety Car entra subito per consentire di liberare la pista dai resti delle monoposto coinvolte, mentre Alonso mantiene una illusoria leadership della gara. Alla ripresa, dopo 4 giri, Vettel supera con autorità la Ferrari dello spagnolo a metà della Curva Grande, mettendo perfino metà macchina sull’erba senza fare una piega. La lotta per la vittoria finisce qui e Vettel si invola.
Contestualmente – e per paradosso – Webber fa con l’altra Red Bull la peggiore gara dell’anno, maturando il primo ritiro. Alla prima chicane, dopo il rientro della SC, Webber colpisce l’incolpevole Massa, che si gira e perde qualche posizione, ma ne ha la peggio l’ala anteriore dell’australiano, che però si schianta in frenata alla Parabolica, per fortuna senza conseguenze. Webber, al rientro ai box, dichiara di non essersi accorto di aver perso l’ala anteriore: dichiarazione che si commenta da se e su cui non infieriamo, per non dover consigliare al pilota della Red Bull di cambiare mestiere. Una “giornata no” può capitare.
Dietro Vettel e Alonso, la battaglia tra Hamilton e Schumacher infiamma gli spalti. Dal 10° al 28° giro, la McLaren e la Mercedes dei due piloti sono protagoniste di un duello sportivo (con qualche manovra discutibile del tedesco) divertente e appassionante. Schumacher, con una monoposto performante in velocità massima, ma ancora con alcuni gap di aderenza sul misto delle curve di Lesmo, è straordinario protagonista insieme al giovane Hamilton: i due si sorpassano vicendevolmente diverse volte, fino a quando i pit stop programmati non fermeranno lo spettacolo. Ad un certo punto, i piloti piazzati ai primi cinque posti della classifica di gara totalizza ben 13 titoli mondiali.
In questo frangente emerge l’intelligenza strategica di Jenson Button che, senza sforzare macchina e gomme, aggancia il duo Schumacher/Hamilton e si sbarazza prima del compagno di squadra (in difficoltà per non aver potuto superare Schumacher alla Roggia) e poi il sette volte campione del mondo, con una manovra da antologia all’esterno della variante Ascari. Button mostra ancora una volta di non essere un “paracarro” (infelice epiteto di Flavio Briatore) e di saper gestire una gara con intelligenza strategica, senza ricorrere a trucchi e artifici. In una prospettiva più ampia, ritrovare Schumacher in battaglia rende il futuro della F1 più interessante, anche alla luce della sicumera del tedesco sulla capacità della Mercedes di farlo tornare alla lotta per la vittoria. E noi lo aspetteremo con ansia.
Il GP d’Italia ha mostrato con chiarezza che la lotta per il titolo iridato, sia piloti che costruttori, è chiusa: Vettel e la Red Bull sono vicini alla vittoria matematica e nessuno si augura fatti che stravolgano questa situazione. Si lotta per le vittorie parziali e per il secondo posto. La Ferrari non sembra in grado di arrivare a fine campionato davanti alla McLaren, neanche se un ferrarista in-cuore – come Schumacher – si dovesse mettere a rallentare il duo britannico, come accaduto oggi. Il passo delle monoposto di Woking sembra superiore e più stabile di quello delle Rosse di Maranello. Alla Ferrari hanno scelto di concentrarsi per il 2012 e quindi occorre essere realisti, rimandando ogni velleità di successo. Soprattutto perché i test ritorneranno in F1, una tradizione più favorevole alle dinamiche della Ferrari.
Massa, con il sesto posto, ha concluso una gara resa difficili per demeriti non propri: alcuni sorpassi hanno fatto intravedere che Felipe c’è ancora e meriterebbe quel sostegno psicologico senza il quale è capace di perdersi nei meandri delle proprie debolezze. Jaime Alguersuari e Seb Buemi, rispettivamente con il settimo e il decimo posto, mettono fieno nella cascina della Toro Rosso e continuano la battaglia interna per il mantenimento del sedile in ottica 2012, rafforzando l’ottavo posto della squadra di Faenza in classifica costruttoi. Tre anni fa, di questi tempi, a Faenza si festeggiava il primo successo di un giovane tedesco, un certo Sebastian Vettel. Ascanelli & C. meriterebbero di nuovo analoghe soddisfazioni.
Paul di Resta si regala un ottimo ottavo posto, nella terra degli avi; mentre un certo Bruno Senna conquista i primi punti mondiali a Monza, teatro di straordinarie gesta dello zio Ayrton. Al secondo GP non è roba da poco e alcuni sorpassi hanno mostrato come Senna può diventare la sorpresa dell’ultima parte della stagione. Ai detrattori di Senna (nato Lalli) consiglieremmo un potente antiacido.
La F1 lascia ora l’Europa e si trasferisce in Oriente. Prossima fermata a Singapore, dove Vettel potrebbe già laurearsi campione del mondo, per il secondo anno consecutivo. Confessiamo che ce lo rende più simpatico quell’adesivo “150”, su sfondo Tricolore, posto sul casco, con cui Vettel ha voluto rendere tributo all’anniversario dell’unità nazionale. Un segno particolare da non sottovalutare, perché compiuto significativamente da un giovane tedesco, che guida una monoposto austriaca. Segno forse che i valori europeisti dei padri fondatore del processo di integrazione europea sono ormai scolpiti nel DNA delle giovani generazioni e che ogni ipotesi di dissolvimento di questo esperimento è fuori da ogni ipotesi realistica. Significherebbe tornare a combattersi l’un l’altro, una ipotesi che noi tutti consideriamo assurda. E’ un risultato ulteriore, che ci serve molto in tempi di crisi, di decennali e di crisi. Grazie anche per questo, Sebastian.
82° GP d’Italia – Classifica finale
| Pos | Pilota | Team | Tempo |
| 1 | Sebastian Vettel | RBR-Renault | 53 giri in 1:20:46.172, media |
| 2 | Jenson Button | McLaren-Mercedes | +9.5 secs |
| 3 | Fernando Alonso | Ferrari | +16.9 secs |
| 4 | Lewis Hamilton | McLaren-Mercedes | +17.4 secs |
| 5 | Michael Schumacher | Mercedes | +32.6 secs |
| 6 | Felipe Massa | Ferrari | +42.9 secs |
| 7 | Jaime Alguersuari | STR-Ferrari | +1 Giro |
| 8 | Paul di Resta | Force India-Mercedes | +1 Giro |
| 9 | Bruno Senna | Renault | +1 Giro |
| 10 | Sebastien Buemi | STR-Ferrari | +1 Giro |
| 11 | Pastor Maldonado | Williams-Cosworth | +1 Giro |
| 12 | Rubens Barrichello | Williams-Cosworth | +1 Giro |
| 13 | Heikki Kovalainen | Lotus-Renault | +2 Giri |
| 14 | Jarno Trulli | Lotus-Renault | +2 Giri |
| 15 | Timo Glock | Virgin-Cosworth | +2 Giri |
| NC | Daniel Ricciardo | HRT-Cosworth | +14 Giri non classificato |
| Sergio Perez | Sauber-Ferrari | Rit | |
| Kamui Kobayashi | Sauber-Ferrari | Rit | |
| Adrian Sutil | Force India-Mercedes | Rit | |
| Mark Webber | RBR-Renault | Rit | |
| Jerome d’Ambrosio | Virgin-Cosworth | Rit | |
| Vitaly Petrov | Renault | Rit | |
| Nico Rosberg | Mercedes | Rit | |
| Vitantonio Liuzzi | HRT-Cosworth | Rit |
Giro più veloce: Lewis Hamilton (52) 1:26.187
Classifiche mondiali
Piloti Costruttori:
1. Vettel 284 1. Red Bull-Renault 451
2. Alonso 172 2. McLaren-Mercedes 325
3. Webber 167 3. Ferrari 254
4. Button 167 4. Mercedes 108
5. Hamilton 158 5. Renault 70
6. Massa 82 6. Force India-Mercedes 36
7. Rosberg 56 7. Sauber-Ferrari 35
8. Schumacher 52 8. Toro Rosso-Ferrari 29
9. Petrov 34 9. Williams-Cosworth 5
10. Heidfeld 34
11. Kobayashi 27
12. Sutil 24
13. Alguersuari 16
14. Buemi 13
15. Di Resta 12
16. Perez 8
17. Barrichello 4
18. Senna 2
19. Maldonado 1
