John Horsemoon

Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno firmato un accordo pluriennale con la Volkswagen per correre nel Mondiale Rally. L’equipaggio francese, classificatosi al terzo posto nel campionato iridato 2011, parteciperà allo sviluppo della Polo R WRC con cui la casa di Wolfsburg entrerà completamente nel campionato iridato fra due anni. “Volkswagen è la numero uno in Europa e sarà presto la numero uno nel Mondo” ha dichiarato fieramente Ogier, che non ha nascosto le proprie ambizioni di conquistare il titolo iridato con la casa tedesca. “Ci attendiamo di trovare un team con lo spirito della competizione e una reale determinazione a vincere. Tutto è possibile” gli ha fatto eco Julien Ingrassia, navigatore del pilota transalpino.

 

A concretizzare l’operazione, nell’aria da diverse settimane, il due volte campione del mondo rally (nel 1990 e 1992) e vincitore della Dakar 2010 Carlos Sainz, responsabile del progetto di ritorno della VW nel mondiale. “Penso che Sébastien sia uno dei tre più forti piloti al mondo” ha dichiarato Sainz, corroborato dalle parole dell’ex pilota Kris Nissen, responsabile del Motorsport: “siamo fieri che un duo vincente come Sébastien e Julien abbiano deciso di unirsi alla Volkswagen, fatto che costituisce una motivazione supplementare per il nostro team, per fornire loro una Polo R WRC competitiva e più veloce possibile”. Ogier era stato scaricato una settimana fa dalla Citroën, con cui aveva un contratto biennale chiuso anticipatamente. A prendere il posto del francese alla guida della DS3 WRC del team di Satory sono stati chiamati Mikko Hirvonen e Jarmo Lehtinen, vice campioni del mondo del 2011.

 

Intanto, non si spegne la vasta eco innescata dall’assegnazione alla Sicilia della tappa italiana del Mondiale Rally del 2012. Tutta l’isola sarà coinvolta in un evento sportivo di eccezionale rilevanza globale, che coinvolgerà appassionati e non, per utilizzare a fondo l’occasione di riportare la Sicilia al centro della scena motoristica internazionale. Dopo 40 anni, la Targa Florio tornerà in un campionato mondiale e questo dovrebbe essere un fatto importante, anche per ridare fiato all’economia isolana. In Sardegna si è levato un movimento di protesta contro la mancata riassegnazione della sede della tappa iridata. Su Facebook si confrontano – non sempre con modi urbani e argomentazioni ben spiegate – i fans del “partito sardo” e di quello siciliano.

 

Vanno emergendo però alcuni retroscena sulle procedure di assegnazione alla Sicilia di questo importante evento motoristico. Sul banco degli accusati Angelo Sticchi Damiani, presidente della CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), il braccio sportivo dell’ACI. Sticchi Damiani è stato eletto nel 2009 col decisivo contributo dei tesserati siciliani, alla fine di una tornata elettorale densa di polemiche, accuse di brogli, modalità di voto macchiate da sospetti, sconfiggendo il ben più noto Cesare Fiorio, già manager tra l’altro della Lancia nel mondiale rally e della Ferrari in F1. Un ricorso al TAR del Lazio, presentato il 16 novembre scorso per iniziativa dell’imprenditore campano Simone Capuano (patron della Salerno Corse), potrebbe bloccare il prossimo rinnovo delle cariche dell’Automobil Club d’Italia, alla presidenza del quale ambisce Sticchi Damiani, che ne è già vicepresidente. Alla base dei rilievi mossi dai proponenti, l’illegittimità dell’attuale vertice dell’ACI, eletto in violazione delle previsioni normative. L’eventuale accoglimento del ricorso potrebbe determinare la decadenza dei vertici o il commissariamento dell’ACI, ma in entrambi i casi l’effetto potrebbe essere la revoca di tutti i provvedimenti più recenti, compreso quello che ha assegnato alla Sicilia la tappa italiana del mondiale rally 2012.

A complicare il quadro, le ultime dichiarazioni di Guido Cappellacci, presidente della Regione Sardegna, pubblicate sul proprio sito personale e rilanciate da “L’Unione Sarda” di ieri. Cappellacci ha confermato di avere ricevuto ampie rassicurazioni da parte dei vertici ACI – Enrico Gelpi e Angelo Sticchi Damiani – sul fatto che il Rally d’Italia resterà in terra sarda. Angelo Sticchi Damiani è in pieno conflitto di interessi, perché presiede il comitato organizzatore sardo, ma in qualità di presidente della CSAI dovrebbe al contrario mantenere un equilibrio e una equidistanza esemplare.

 

Se le rassicurazioni avute e propalate dal presidente Cappellacci fossero confermate, saremmo in presenza di un pericoloso doppio-gioco del presidente Enrico Gelpi, Un doppio gioco pericoloso, perché gli Automobil Club siciliani, (per fortuna) insolitamente uniti nella circostanza, saprebbero ricambiare pan-per-focaccia alle prossime scadenze elettorali. A difesa di una tradizione e di una storia sportiva che non può prendere lezioni da nessuno. Semmai darle.