(eb) Il buon Marcello, a dire il vero, in Sudafrica porterebbe con sè una rosa da 35 elementi. Calcolatrice alla mano, tre squadre intere. Il regolamento non lo prevede, naturalmente. E pure se lo prevedesse, Marcello Lippi non si sbottonerebbe un minimo sui candidati al listone finale. Il ritornello è sempre lo stesso: attentissima analisi del campionato, somme che si tirano solo e soltanto a giugno.
E guai a dire che, sotto sotto, ci sia qualche "rapporto complicato" con alcuni giocatori. Nel caso specifico, è il caso Cassano a imperare, ma il Ct iridato continua a far orecchie da mercante e chiosare: "Magari, ci fosse soltanto quel tormentone, sarebbe una favola". Già, una favola. Perchè in effetti l’elenco degli attualmente innominabili comprende, fra gli altri, i vari Balotelli, Del Piero o Totti, per citare qualche esempio.
A confondere ancor più le idee agli astrologi pallonari, da poco meno di una settimana ci si è messo anche Luca Toni. E come di consueto, la strategia comunicativa di Lippi non ha subito alcuno scossone. Totti, Toni? In ballo tutti. Secondo il Commissario tecnico della Nazionale, "Luca ha fornito contro il Chievo una grande prestazione. L’ho vista come l’avete vista tutti voi. E’ stata una prova per certi versi anche sorprendente, considerato che non giocava una partita da diversi mesi". Chi, al contrario, in campo brilla da più tempo, è certamente Cassano. Dell’Antonio nazionale, tuttavia, nelle strategie concrete lippiane non sembra esserci ancora alcuna traccia. Le parole sì, quelle ci sono sempre e comunque. Soprattutto nei riferimenti, mai troppo velati. "Io non ho alcun rapporto complicato con nessun giocatore", spiega il Ct. Che poi aggiunge: "Il grande campione deve rendersi conto che può esprimersi solo se mette le sue qualità a disposizione dei suoi compagni. Può mettere in mostra le sue qualità solo all’interno di una squadra".
Ogni riferimento a cassanate o balotellate che siano, insomma, appare più chiaro che mai. Ma ce la farà entro giugno, Marcello Lippi, a sorvolare sulle critiche di un’Italia che il calcio lo mastica, e pure bene? La penna che compilerà l’attesa lista, però, la possiede soltanto lui. E’ lui l’uomo che, bisogna riconoscerlo, nell’estate del 2006 riuscì a far sventolare il tricolore in cima al mondo. E al Paese da 50 milioni di cittì, al momento non resta che accettare dichiarazioni come "Riccardo Montolivo? Un altro giovane molto interessante. Ci sono tanti elementi da tenere d’occhio ed io, al contrario di quel che dice qualcuno, non sono in difficolta".
A questo punto, quel che preoccupa è proprio la presunta non-difficoltà nelle scelte. Prendiamo soltanto un altro caso: Fabrizio Miccoli. Al di là di qualche acciacco fisico, quando il Romario del Salento è al top della condizione rappresenta un’autentica forza della natura. La dimostrazione più recente? La stratosferica prestazione di San Siro, dove il fantasista rosanero ha praticamente bastonato da solo il Milan e regalato un altro storico successo al Palermo di Delio Rossi. Anche Fabrizio senza la maglia azzurra è un mistero non da poco. A differenza del barese, però, il leccese gode certamente di meno titoloni sui quotidiani. Questo sì, che è un peccato non da poco. Ma niente panico: sarà Lippi a vedere, valutare e provvedere.
