L’ottantaduesima edizione del Gran Premio d’Italia è ormai alle porte, sul mitico circuito di Monza, vero tempio della velocità tricolore. Quella del 2011 sarà un’edizione particolare, perché ricade nel 150° Anniversario dell’Unità Nazionale, ricorrenza che si vorrebbe marcare con una vittoria in qualche modo segnata dal Tricolore Verde Bianco e Rosso: se non per i piloti (visto che Trulli e Liuzzi non sembrano essere tra i più accreditati pretendenti alla vittoria) si spera che almeno tra le monoposto prevalga una italiana (magari dal colore rosso…). Sui 5.793 metri del circuito brianzolo da domani sarà battaglia, per una tre giorni di festa dei motori e della passione: ma tutta la settimana è stata densa di avvenimenti.
Martedì scorso si è tenuto, per la terza volta nel 2011, il FOTA Fans Forum, un’iniziativa voluta dai team per cercare di avvicinare gli appassionati alla Formula 1 e di renderli partecipi degli avvenimenti, non semplici spettatori. In questo quadro, uno degli argomenti più interessanti è stato quello del caro prezzi, tema sensibile nei momenti di crisi come l’attuale, specialmente in Europa. I team si sono impegnati ad affrontare concretamente la questione, sottoponendola a Bernie Ecclestone, detentore dei diritti commerciali della F1 attraverso la FOM, perché si arrivi ad un abbassamento del prezzo dei biglietti (a proposito: molto invenduto a Monza, la crisi non è un pettegolezzo…).
A Monza si arriva dopo uno spettacolare e, per certi versi inatteso, GP del Belgio: l’autorevolezza di Vettel ha meravigliato molti, perché non scalfita dai problemi registrati dalle gomme Pirelli con le regolazioni della Red Bull. Proprio sul circuito italiano, nel 2008, Vettel conquistò il record del più giovane pilota ad aggiudicarsi un GP di F1, a soli 21 anni e 74 giorni, con la Toro Rosso motorizzata Ferrari, finora l’unica vittoria della monoposto faentina. Il rendimento delle gomme Pirelli, che ha sede proprio a pochi chilometri dal circuito, potrebbe rivelarsi ancora una volta la chiave di volta della gara. Da alcuni giorni, i team sono stati allertati sulla regolazione del camber, con limiti più bassi di quelli previsti nelle gare precedenti, per evitare l’insorgere di anomali consumi delle coperture e l’emergere del blistering, che ne riduce sensibilmente durata e aderenza.
La questione riguarda principalmente le Red Bull, su cui le regolazioni sono estremizzate per dare alla monoposto il massimo rendimento agli studiati da Adrian Newey; ma la questione riguarda tutti. Alla McLaren i due piloti trattano in modo differente le gomme: Hamilton le strapazza con una guida aggressiva (che torna utile in alcune circostanze), mentre Button è più “gentile”, con la sua guida precisa e senza sbavature (proficua soprattutto sotto la pioggia o in condizioni di scarsa aderenza). Le Ferrari di Alonso e Massa patiscono le basse temperature e le situazioni di scarso grip, che amplificano il deficit di efficienza aerodinamica patito dalla monoposto di Maranello. Per i due alfieri del Cavallino Rampante l’ipotesi di caldo torrido sarebbe uno scenario interessante per trarre il meglio dalla macchina. Proprio lo scenario che si attende su Monza da domani a domenica. Alonso e Massa puntano decisamente alla vittoria, per dare ai tifosi italiani almeno l’obiettivo minimo della stagione e rendere infuocato il pomeriggio di domenica.
La Mercedes, sia con Schumacher che con Rosberg, potrebbe svolgere il ruolo di inaspettato outsider. La casa di Stoccarda ha alle spalle scarsi risultati, ma le ultime prestazioni hanno mostrato una propensione alle alte velocità delle monoposto argentate. In più, Schumacher viene da un risultato interessantissimo conquistato sul circuito di Spa, quel quinto posto acchiappato alla fine di una corsa iniziata dal fondo della griglia (seppure con un velato ordine di scuderia dato a Rosberg, sotto forma di allarme per consumi elevati). Se la Mercedes fosse la sorpresa di Monza, ne beneficerebbe tutta la F1, soprattutto se a primeggiare fosse nuovamente Michael Schumacher, nel decennale di quel triste Gran Premio corso dopo l’attacco alle Twin Towers, con le Ferrari listate a lutto e senza sponsor.
Sarebbe davvero uno spot incredibile per una serie che si avvia a consegnare il titolo nelle mani di Sebastian Vettel e della Red Bull, per il secondo anno consecutivo. “Radio box” dà peraltro certo l’arrivo di Aldo Costa a fianco di Ross Brawn nel team della Stella a Tre Punte, malgrado le smentite di prassi (il semestre di break imposto dagli accordi tra i team è già trascorso). Brawn ha già lavorato con Costa, ai tempi delle cavalcate vittoriose di Schumacher, e sembra che l’ex progettista della Ferrari possa andare a ricoprire il ruolo di coordinatore di tutti gli ingegneri. Sarebbe una beffa se Costa riuscisse a concludere in Mercedes quanto non è riuscito a fare in Ferrari; ma molti indicano in Stefano Domenicali la prossima testa destinata a saltare (come peraltro chiesto a gran voce da molti fan del Cavallino Rampante, studi di aspettare il ritorno alla vittoria delle rosse monoposto di Maranello).
Gli sviluppi sul “caso Heidfeld” in casa Renault consentiranno invece a Bruno Senna di finire la stagione sulla monoposto che avrebbe dovuto essere guidata da Robert Kubica. In settimana, Heidfeld e la Renault hanno reso noto di aver chiuso proficuamente la diatriba innescata dal “licenziamento” del tedesco in Belgio. Quattro nuovi sponsor si sono uniti all’avventura del team anglo-francese, a sostegno del giovane Senna, che ora ha una posizione più salda, malgrado Romain Grosjean (neo vincitore della GP2, con una gara di anticipo) sia già rientrato a pieno titolo in Renault come collaudatore e terzo pilota. A Monza Grosjean farà solo passerella, nell’ultimo appuntamento della serie cadetta, ma il suo futuro sembra essere già targato Renault Lotus.
