John Horsemoon

Sebastian Vettel si è aggiuticato la Pole Position del GP di Ungheria (ottava stagionale), confermando il dominio della Red Bull nelle qualifiche (11 pole in 11 gare) e manifestando la volontà di tornare al successo, dopo i risultati deludenti di Gran Bretagna e Germania.

 

Intenzione resa evidente fin dalle ultime prove libere di questa mattina, dominate malgrado un fastidioso problema al Kers, emerso anche durante le qualifiche su entrambe le monoposto progettate da Adrian Newey. Alle spalle del tedesco della Red Bull, le due McLaren-Mercedes di Lewis Hamilton e Jenson Button, quest’ultimo in progressivo miglioramento e intenzionato a festeggiare nel miglior modo possibile il 200° GP di F1 della propria carriera (a proposito: success!).

 

Per la Ferrari, qualifiche dai sapori contrastanti. Dominio nelle prime due eliminatorie con Alonso, poi nei dieci minuti della lotta per la Pole lo spagnolo ha accusato problemi di aderenza con le gomme morbide, che ne hanno cassato le veilleità. Per Alonso la deluzione di essere superato in griglia anche dal compagno di squadra, Felipe Massa, quarto ma parzialmente deluso, perché convinto di poter addirittura conquistare la prima fila (circostanza confermata anche da Rob Smedley, ingegnere di macchina del brasiliano).

 

A nostro modo di vedere, alla Ferrari hanno sbagliato la strategia, in considerazione della performance delle gomme. Le Pirelli sulle Ferrari necessitano di due giri per raggiungere la temperatura più performante e, forse, Alonso e Massa avrebbero potuto fare meglio se fossero rimasti in pista in tutta la Q3 con le gomme più dure. Ma con i "se" e i "ma" si fa solo dietrologia, non la storia. Webber completa la terza fila accando alla Ferrari di Alonso, mentre Rosberg e Sutil occuperanno la quarta linea, con Schumacher e Pérez in quinta: il pilota della Sauber è rimasto fermo ai box per risparmiare le gomme. Un comportamento che andrebbe regolato da norme tecnico/sportive, per evitare che gli spettatori patiscano meno spettacolo di quanto acquistato con i biglietti.

 

Per domani, la gestione delle gomme sarà determinante per la gara e indovinare la giusta strategia sarà fondamentale per vincere sul toboga magiaro. Se alla Ferrari sono evidenti i problemi di aderenza meccanica, alla Red Bull potrebbero patire conseguenze ancor più gravi sul sistema di recupero di energia (Kers), importante per resistere agli attacchi nell’unico rettilineo utilizzabile per superare, dove i piloti potranno usare l’ala mobile. In questo quadro, potrebbe essere la McLaren a risultare la più favorita al successo finale, potendo disporre sia di una monoposto rinnovata e veloce, che di due piloti diversi per guida e capacità strategica: Hamilton attaccante, Button fine e intelligente interprete delle condizioni più variabili. Tutti gli altri lottano per il resto dei punti.

 

L’andamento delle qualifiche aveva fatto inizialmente ben sperare per il Cavallino Rampante. In Q1, Alonso staccava il miglior tempo, con record nel primo e nel secondo settore e il proprio record nel terzo, davanti a Hamilton, Vettel, Button, Massa, Webber, Sutil, Schumacher, di Resta e Rosberg, ultimo della Top Ten. A seguire Heidfeld, Pérez, Petrov, Barrichello, Kobayashi, Alguersuari e Maldonado ultimo a passare il vaglio della prima eliminatoria, da cui venivano esclusi Buemi, Kovalainen, Trulli, Glock, Liuzzi, Ricciardo e D’Ambrosio. Buemi in realtà partità in ultima fila, al 23° posto, a causa della penalità di 5 posizioni in griglia comminatagli dai commissari sportivi alla fine del GP di Germania per l’ncidente con Heidfeld. Da registrare la perdita continua di pezzi dell’ala anteriore sulla HRT di Liuzzi, a dimostrazione di una solidità tecnica tutta da dimostrare.

 

Ancora Alonso il più veloce in Q2, questa volta davanti a Button, Webber, Vettel, Massa, Hamilton, Rosberg, Schumacher, Sutil e Pérez, chiamati a contendersi la Pole Position in Q3. Eliminati di Resta, Petrov, Kobayashi, Heidfeld, Barrichello, Alguersuari e Maldonado, il quale non girava del tutto, preferendo salvaguardare le gomme in prospettiva gara.

 

F1, GP Ungheria – Qualifiche

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault 1’19”815

2. Lewis Hamilton – McLaren-Mercedes 1’19”978 + 0.163

3. Jenson Button – McLaren-Mercedes 1’20”024 + 0.209

4. Felipe Massa – Ferrari 1’20”350 + 0.535

5. Fernando Alonso – Ferrari 1’20”365 + 0.550

6. Mark Webber – Red Bull-Renault 1’20”474 + 0.659

7. Nico Rosberg – Mercedes 1’21”098 + 1.283

8. Adrian Sutil – Force India-Mercedes 1’21”445 + 1.630

9. Michael Schumacher – Mercedes 1’21”907 + 2.092

10. Sergio Perez – Sauber-Ferrari (Senza tempo)

11. Paul di Resta – Force India-Mercedes 1’22”256 + 1.994

12. Vitaly Petrov – Renault 1’22”284 + 2.022

13. Kamui Kobayashi – Sauber-Ferrari 1’22”435 + 2.173

14. Nick Heidfeld – Renault 1’22”470 + 2.208

15. Rubens Barrichello – Williams-Cosworth 1’22”684 + 2.422

16. Jaime Alguersuari – Toro Rosso-Ferrari 1’22”.979 + 2.717

17. Pastor Maldonado – Williams-Cosworth (Senza tempo)

18. Heikki Kovalainen – Lotus-Renault 1’24”362 + 2.784

19. Jarno Trulli – Lotus-Renault 1’24”534 + 2.956

20. Timo Glock – Virgin-Cosworth 1’26”294 + 4.716

21. Tonio Liuzzi – HRT-Cosworth 1’26”323 + 4.745

22. Daniel Ricciardo – HRT-Cosworth 1’26”479 + 4.901

23. Sebastien Buemi – Toro Rosso-Ferrari 1’24”070 + 2.492 **

24. Jerome D’Ambrosio – Virgin-Cosworth 1’26”510 + 4.932

Limite Tempo 107% in Q1: 1’27”288

** Penalizzato di 5 posizioni in griglia èer l’incidente con Heidfeld al GP di Germania