Il 18 dicembre, Mauro Giaconia ha partecipato come ospite d’onore alla presentazione del volume "12 ore" di Andrea Accorsi (alla vigilia della 24 ore del Sole che si è svolta tra il 19 e il 20 dicembre 2009), in cui – in forma autobiografica – si raccontano le esperienze mentali di un corridore impegnato in una 12 ore podistica.
La partecipazione di Mauro Giaconia a questo evento è stato oltremodo fruttuoso perchè ha consentito il confronto tra modi e discipline diversi per affrontare una esperienza similare che quella dell’endurance, cioè dell’applicazione prolungata di uno sforzo per spostare il proprio corpo su di una lunghissima distanza, vincendo la resistenza dell’aria (nel caso della corsa a piedi) e la resistenza dell’acqua (nel caso del nuoto).
Mauro Giaconia, Palermitano, è l’attuale detentore della MP mondiale 24 ore di nuoto in piscina, con 101 km percorsi. Ha realizzato questo primato tra il 19 e 20 dicembre 2008 in una piscina cilena, ubicata a poca distanza da Santiago del Chile (San Alfonso del Mar), una piscina naturale di acqua salmastra lunga oltre un chilometro (per l’esattezza 1016 metri) e per questa sua inusitata lunghezza iscritta nel Guinness dei Primati.
La 24 ore di nuoto è ancora una disciplina d’avanguardia rispetto ad altre prove natatorie di lunga durata. Mauro Giaconia è uno dei pionieri italiani di tale disciplina, ed è assimilabile ai precursori dell’ultramaratona italiana – e in particolare della 24 ore – che compivano le loro imprese – per quei tempi davvero spettacolari – in solitaria. Ricordiamo tra questi Adriano Picinali, Carmelo Andreatta, Rino Lavelli, Maria Teresa Nardin.
Mauro Giaconia durante la presentazione del volume di Andrea Accorsi e il dibattito che ne è seguito, ha ascoltato con autentica commozione alcune delle considerazioni che scaturivano dall’esperienza di Andrea Accorsi e di altri ultrarunner presenti, trovando incredibili affinità con quanto è stato da lui sperimentato personalmente nella sua disciplina.
Viceversa tutti gli altri appassionati di ultramaratona presenti si sono vivacemente compimentati con Mauro Giaconia, riconoscendo che le imprese da lui compiute richiedono una tempra eccezionale, anche perchè la condizione di isolamento sensoriale durante il nuoto di lunghissima durata è ancora più marcata di quella sperimentata dall’ultrarunner che, quanto meno, può contare sulla presenza – anche silenziosa – di occasionali compagni di corsa.
