Gli ori sono gli stessi di quattro anni fa, dieci, ma le medaglie dodici in più. Alle Olimpiadi di Pechino mancheranno 100 giorni mercoledì prossimo e se i Giochi cominciassero ora l’Italia dello sport potrebbe aspettare l’ennesimo miracolo: già perché se è vero che i podi si conquistato sul campo, a poco più di tre mesi dall’appuntamento a cinque cerchi le proiezioni sulla base dei mondiali dell’ ultimo quadriennio parlano di 44 medaglie (10 ori, 14 argenti e 20 bronzi).
Un bottino ricco, più di quello di Atene in cui gli azzurri chiusero con 32 medaglie, e anche di Sydney 2000 dove però nei 34 podi complessivi pesarono i 13 ori. Nessuno scossone invece nella classifica finale che, se i risultati ai campionati mondiali nelle diverse discipline fossero confermati anche a Pechino, lascerebbero l’Italia all’ottavo posto, quinta potenza in Europa dopo Russia (virtualmente 3/a), Germania (5/a), Gran Bretagna (6/a) e Francia (7/a), esattamente come alle Olimpiadi di quattro anni fa.
In testa sulla base di queste statistiche sempre gli Stati Uniti con 100 medaglie totali, seguiti dalla Cina che con 94 podi spera però di poter mettere a segno l’ambito sorpasso proprio nei Giochi di casa.
Tra richieste di boicottaggio per il mancato rispetto dei diritti dei monaci del Tibet da parte del governo cinese e la corsa a ostacoli della fiaccola tra misure di sicurezza estreme e proteste in tutto il mondo, la marcia ai Giochi comunque prosegue: l’Italia può contare su 232 qualificati, con una flessione, rispetto ad Atene, degli sport di squadra.
Se infatti quattro anni fa si era registrato il boom dei team, a Pechino ci saranno assenze illustri: prima fra tutte quella della nazionale maschile di basket, argento ai Giochi in Grecia, e anche quella della pallavolo potrebbe restare fuori.
Per la squadra di Anastasi ultima chiamata al torneo di Tokyo, mentre le ragazze del volley si presentano all’appuntamento olimpico con grandi credenziali. Ha fatto l’en plein la pallanuoto, qualificando sia il Setterosa che a Pechino deve difendere l’oro vinto ad Atene, e il Settebello.
Nel gruppo azzurro i campioni comunque, vecchi e nuovi, non mancano: e ci sono i veterani come Alessandra Sensini che alla sua quinta Olimpiade sogna di chiudere con lo stesso colore, l’oro, con cui ha dipinto il suo windsurf a Sydney. La velista grossetana a 38 anni si presenta ai Giochi forte del titolo mondiale vinto e dunque tra i dieci ori indicati uno è il suo.
Tra i ‘vecchi’ piazza d’onore per Josefa Idem, che ha centrato a 44 anni la sua settima Olimpiade. E quella di Pechino per l’Italia si annuncia come un’edizione dei Giochi con vista sull’altra metà del cielo dello sport: con le ragazze della pallavolo in copertina e quelle della ritmica a caccia del sogno, la regina della scherma, mamma Valentina Vezzali, la piccola Vanessa Ferrari pronta al salto tra le grandi della ginnastica, e le campionesse della piscina Federica Pellegrini e Alessia Filippi, alle olimpiadi cinesi ci sarà molto rosa, e di qualità, nell’azzurro Italia.
Tra tante star resta il nodo del portabandiera: i Giochi si avvicinano, ma ancora non è stato scelto ufficialmente l’atleta simbolo a cui affidare il tricolore nella cerimonia inaugurale. A
d Atene sfilò Jury Chechi, a Pechino in molti reclamano una donna. Ma sarà quasi sicuramente ancora un uomo. In molti dicono il canoista plurimedagliato Antonio Rossi. Chiunque sfilerà dietro avrà una grande Italia, che dopo quattro anni spera in un altro miracolo
