Dal circuito José Carlos Pace di Interlagos, alla periferia di San Paolo del Brasile, andrà in onda da oggi l’ultimo episodio della telenovela più veloce del mondo, il campionato del mondo di F1. Quando l’edizione 62 della serie partì a fine marzo, sembrava potesse assumere i connotati di un giallo, ma è diventato presto un lungo monologo del protagonista, Sebastian Vettel, capace in pochi mesi di trasformarsi da eroe quasi per caso ad attore navigato, incline ai monologhi e perfino noioso a volte.
Il Gran Premio del Brasile, giunto alla quarantesima edizione, domenica si svolgerà quasi per onore di firma e la posta in palio è limitatissima, il secondo posto nella classifica piloti. Tre conduttori in lotta per fare da scudiero all’Imperatore Vettel: Jenson Button, Fernando Alonso e Mark Webber. Button ha le maggiori probabilità di cogliere l’obiettivo, dovendosi guardare più da Alonso (a 10 punti) che da Webber (a 22), con l’australiano nella posizione più difficile. Alonso ha poche possibilità di successo e saggiamente ne ha sminuito il valore, preferendo una vittoria. Hamilton è già escluso dalla matematica.
A parte la corsa per il secondo posto tra i piloti, con i titoli iridati assegnati, ci sono pochi motivi di interesse reale, se non quello della gara in se stessa, per la quale varrà un salutare “liberi tutti” o quasi. Due piloti hanno un’opportunità importante per rimediare ai fatti controversi di cui sono stati protagonisti per buona parte della stagione: Lewis Hamilton e Felipe Massa. Dai quali ci si attende, al di là della competizione, una pubblica riappacificazione.
Hamilton è intenzionato a concludere il difficile e alternante 2011 con la quarta vittoria stagionale, sicuro di non essere ostacolato più del normale dalle strategie della McLaren, perché al team di Woking potrebbe andar bene anche un secondo posto di Button. Massa è stato da poco il destinatario del classico doppio colpo – bastone e carota – da parte del presidente Montezemolo, sotto forma di un vigoroso sprone per il prossimo anno (o cambi passo o cambierai casacca, per riassumere…) e di una affettuosa lettera augurale per il centesimo gran premio di F1 con la Ferrari. Il pilota brasiliano (ma di italianissime origini) sa che non c’è alternativa: dovrà tornare a essere veloce e incisivo come il 2007 e 2008, resettando tutte le disavventure successive. E la lettera di Montezemolo potrebbe avere l’effetto di una lunga seduta davanti allo psicologo. O, come alternativa che no vogliamo annoverare tra le possibilità, un licenziamento ante facta.
La gara di casa potrebbe essere paradossalmente l’ultima gara di F1 per un altro brasiliano con radici nel Bel Paese, Rubens Barrichello. Pur in assenza di qualsiasi dichiarazione e di conferma ufficiale da parte della Williams, Barrichello è senza un sedile per il 2012. La sua lunga esperienza potrebbe però valere molto, in una serie che vieta i test durante il campionato. Per la Williams sembrerebbe sfumata l’ipotesi Raikkönen, che ha trattato anche con la Renault, anche se le richieste del finlandese sono economicamente impegnative per tutti in questi momenti di vacche magre. Un altro finlandese, il giovane Valtteri Bottas (già collaudatore del team e impegnato in GP2 quest’anno), sembra avere molte chance di assicurarsi il volante della FW34 del ritorno al motore Renault, dopo i soddisfacenti risultati nei test di Abu Dhabi riservati a giovani piloti e una dotazione finanziaria consistente. Insomma, Barrichello potrebbe uscire dalla finestra e rientrare dalla porta (si parla di una possibilità con la Renault futura Lotus), anche se Felipe Massa lo ha invitato a non accettare di dover pagare per correre e a preferire piuttosto il ritiro. In tempi di incertezze e di aperture verso i giovani, l’esperienza potrebbe ancor fare la differenza, ma il ragionamento di Massa sembra un monito anche a se stesso.
