Roberto Rizzuto

(Franco Verruso) – Dal 17 al 28 marzo, il Teatro Biondo Stabile di Palermo, presenta “Il piacere dell’onestà”, una produzione del Teatro Eliseo, con protagonista Leo Gullotta che, dopo l’ottima esperienza con “L’uomo, la bestia e la virtù” (che nei tre anni di tournée ha ottenuto lusinghieri consensi di pubblico e critica, ndr), si accosta a un altro lavoro pirandelliano. Purtroppo, quando si parla di Leo Gullotta, inevitabilmente, viene alla mente la signora Leonida, il divertente personaggio creato dall’attore siciliano, visto molte volte al Bagaglino. Ma, identificare l’attore Gullotta soltanto nel personaggio Leonida appare, quantomeno, riduttivo, perché Gullotta, in molte occasioni, cinematografiche, televisive e teatrali, ha dimostrato di essere in grado di interpretare qualsiasi ruolo e, grazie a un’innata predisposizione e alle prime esperienze artistiche giovanili, al Teatro Stabile di Catania, con estrema naturalezza passa dai ruoli drammatici a quelli comici (tra l’altro, ha vinto un Nastro d’Argento e tre David di Donatello, ndr).

 

Ne “Il piacere dell’onestà”, scritta da Pirandello nel 1917, Gullotta interpreta Angelo Baldovino, un uomo di poco conto, ex giocatore e dalla moralità discutibile che, per denaro, accetta di sposare tale Agata Renni che aspetta un figlio da un uomo sposato, il marchese Fabio Colli. In questo modo, tutto si sistema e si evita lo scandalo; ma non è così perché Baldovino, investito da grosse responsabilità di marito e padre, riesce a smascherare l’indegna trappola in cui cerca di farlo cadere il marchese Fabio, rendendosi disponibile a farsi accusare di furto, anche se, in effetti a rubare è lo stesso marchese. E alla fine, il nostro protagonista riuscirà a conquistare persino Agata che, presa dall’onestà del comportamento di Baldovino, lo pregherà di restare accanto a lei.

 

Il regista Fabio Grossi, com’è stato scritto,”rappresenta la vicenda come una favola, dove il “cattivo” prende su di sé l’immagine del buono e le anime dei così detti “perbene” assumono l’espressione della bestialità”. Accanto a Gullotta-Baldovino, un gruppo di ottimi comprimari: Valentina Beotti (Agata Renni), Martino Duane (il Marchese Fabio Colli), Paolo Lorimer (Maurizio Setti, suo cugino), Mirella Mazzeranghi (Maddalena, la madre), Federico Mancini (Marchetto Fongi), Martino Fermi (il cameriere), Vincenzo Versari (Il parroco di Santa Marta). Scene e costumi di Luigi Perego, musiche di Germano Mazzocchetti e luci di Valerio Tiberi.