Roberto Rizzuto

(Salpu) Questa sera a Belpasso, nell’anfiteatro del locale parco urbano, avrà luogo la terza serata del festival; si completerà così il ciclo delle esibizioni degli artisti in gara e alla fine della serata sapremo chi saranno i dodici artisti scelti dalla giuria per la grande finale di sabato 28 agosto.
Grandi le attese, vista la qualità delle canzoni fin qui proposte.
Bella musica, testi in inglese, in italiano e anche – apprezzatissimi – in dialetto siciliano; ampio il ventaglio dei generi musicali proposti ieri sera davanti all’originale scenografia della manifestazione impreziosita da una splendida Luna piena e dallo scintillio di Giove.
Roberta Lunghi ha condotto la serata introducendo con scioltezza ospiti e cantanti.
Tutti particolarmente belli i brani della sezione inediti, per brevità ne citiamo solamente alcuni invitando chi legge a venire a sentirli di persona stasera e domani sera.
Gli Allurakì, sfoggiando stupende assonanze e accompagnandosi con fisarmonica e un insolito contrabbasso, hanno proposto “Passa e lassa”, un brano dialettale dall’impronta nostalgica. Turè Muschio, voce del gruppo e autore dei testi e delle musiche, ha dichiarato che ritiene il dialetto una lingua viva sempre valida per esprimersi.
L’agrigentino Armando Cacciato, ha cantato “Inquietudine” con musiche a tratti solenne e testo introspettivo che esprime le ossessioni sociali, culturali e artistiche del nostro tempo.
Il catanese Carmelo La Manna, pizzicando le corde della sua chitarra, ha indotto il pubblico a partecipare mentre presentava la sua “Oggi, Domani”, dove definisce misera l’alternanza  fra dubbi e speranza.
Il gruppo dei Duin, due donne su cinque componenti, hanno cantato “Raggiuni”; brano che racconta una bella storia in dialetto; alla fine dell’esibizione hanno asserito che a Palermo se una storia non è bella non la raccontano affatto, l’hanno detto con parole e cadenza rigidamente palermitana che, miracolo della musica, li ha resi simpatici persino al pubblico catanese presente nell’anfiteatro.
Bellissima la musica del gruppo ennese Fattori Recessivi sul loro brano “Tienimi la mano”.
Ironico il testo dialettale di Luca Fiamingo “Malamuri”, parola siciliana dall’accezione negativa che a suo dire è intraducibile in italiano.
Come non citare i Liberadante che hanno cantato “Taranta’s prayer” e che già col nome dichiarano di voler far vincere e promuovere la poesia sempre; oppure gli Overture che hanno accompagnato la loro “Rainy day” con una musica molto interessante, risultato di una perfetta sintesi fra blues, funk e jazz.
In chiusura della serata di ieri, l’esibizione dell’ospite d’onore, Matteo Amantia. L’ex front man dei Sugarfree, ha proposto alcuni brani del suo prossimo progetto discografico che uscirà prossimamente e parlando con il pubblico ha detto che ritiene conclusa l’esperienza con la nota pop-band. Matteo ha detto che per il futuro desidera fare esperienze con meno “apparenza” e più musica, dove far emergere soprattutto l’ispirazione.
Ospiti della serata di oggi, il musicista Daniel Zappa ed il gruppo delle Corde Pazze.