Alessandro Bisconti

 

C’è chi è disposto a spendere 700 mila euro in tre decenni di voli transoceanici per non perdersi neanche una partita dell’Arsenal. Come Nesan, il tifoso dei Gunners nativo in Sri Lanka ma residente in America e sempre a fianco della squadra del cuore dal 1966, nonostante un oceano di mezzo. Un malato di tifo, insomma, nel senso buono del termine. Non è l’unico caso. L’elenco delle follie è lungo. Passione, fanatismo, accanimento smisurato. Quando lo sport diventa ossessione. Fino a diventare una malattia contagiosa che non conosce confini.

 

Si inquadra in questo filone l’inserzione di Susanna Finkelstein, 43 anni, una donna statunitense. L’appuntamento con la storia, vale a dire le World Series della Major League di baseball, negli scorsi giorni metteva di fronte i Philadelphia Phillies contro i New York Yankees. Un evento evidentemente imperdibile per l’audace Susanna. Al punto che in un annuncio pubblicato sul web ha deciso di offrire prestazioni sessuali in cambio dei preziosissimi biglietti. L’inserzione dello scandalo, che ha trovato spazio su un quotidiano Usa, è inequivocabile: "Fan per la vita e la morte dei Phillies superba bionda dal seno prosperoso, a caccia di due posti per le World Series. Prezzo negoziabile, sono del genere creativo! Ci si potrebbe rendere un servizio reciproco".

 

Ma il sogno della donna è finito in manette. Nel senso che l’inusuale annuncio è finito presto nel mirino della polizia di Bensalem, in Pennsylvania, che ha accusato Susanna di reati legati alla prostituzione. Merito di un insospettabile agente che spacciandosi per un tifoso in possesso dei biglietti avrebbe “subìto” la richiesta di ‘diversi atti sessuali’ della donna senza scrupoli. Dalle porte dello stadio di New York a quelle del carcere il passo è stato breve. Con buona pace di Susanna. La sciarpa è rimasta nel cassetto. Sarà per la prossima volta.

 

E voi cosa sareste disposti a fare per un’imperdibile finale del Palermo in Champions League?