Tecnologia vs. utilizzo delle mani. Bella sfida se di mezzo c’è il tempo libero. Videogames, Playstation e chi più ne ha più ne metta mettono ormai a dura prova vecchi modi di occupare pochi minuti o qualche ora per il relax. Grandi e piccini sono sempre più soggetti a stimoli adatti ad ogni età e anche i più “avanzati” con gli anni non disdegnano, magari ogni tanto, una buona vecchia partita di calcio virtuale. Per chi invece vuole continuare ad usare le mani non mancano comunque le alternative.
Gli esempi potrebbero essere milioni, ne prendiamo in esame solo uno perché ha un’origine molto antica, ha costi praticamente nulli, la sua realizzazione ha a che fare con la spiritualità ed indubbiamente stimola l’intelletto.
La parola è “origami”. Traducendo dal giapponese si può dire che essa è l’arte di piegare la carta.
“Alla base dei principi che regolano l’origami si legge su Wikipedia – vi sono i principi shintoisti del ciclo vitale e dell’accettazione della morte come parte di un tutto: la forma di carta, nella sua complessità e fragilità, è simbolo del tempio shintoista che viene ricostruito sempre uguale ogni vent’anni, e la sua bellezza non risiede nel foglio di carta. Alla morte del supporto, la forma viene ricreata e così rinasce, in un eterno ciclo vitale che il rispetto delle tradizioni mantiene vivo”.
Troppo complesso? Un po’ sì, proprio come alcune delle innumerevoli forme che si possono realizzare con uno o più fogli di carta. Dai fiori agli animali passando per complicatissime forme geometriche ce n’è per tutti i gusti. E quando la forma viene fuori la soddisfazione è pari a quella di un goal su “Fifa 2011”.
Diventando bravi, quello dell’origami, oltre che un passatempo, può diventare anche un’ottima risorsa per regali di compleanno, onomastico, laurea e chi più ne ha più ne metta. In Giappone, regalare un origami agli ospiti era infatti considerata cosa sacra.
Insomma, se monitor, goal e pc non vi entusiasmano, provate pure a rimboccarvi le maniche e provare a piegare la carta.
