La pausa caffè diventa più cara per i lavoratori. Sono previsti infatti aumenti vertiginosi per quanto riguarda la bevanda erogata dalle macchinette automatiche degli uffici. Il prezzo, secondo le ultime stime, aumenterà di 15/20 centesimi a causa dei costi sempre più alti delle materie prime come chicchi, plastica e zucchero. Un caffè dal retrogusto molto amaro per i tantissimi lavoratori che ogni giorno fanno una pausa sorseggiando l’amata bevanda. Adesso però il costo sempre più elevato potrebbe obbligare ad una pausa alternativa.
I chicchi di caffè non subivano un aumento del prezzo così repentino da oltre 34 anni. A marzo la qualità "Robusta" è passata da 1.200 a 2.300 dollari alla tonnellata, in quella di New York invece la qualità "Arabica" è passata da 130 a 270 centesimi alla libra. Lo zucchero ha subito un leggero calo del 13% dopo avere visto un rialzo nei mesi scorsi che aveva visto aumentare il prezzo fino a 170 euro a tonnellata. Infine la plastica (bicchierini e palette) che hanno visto un incremento del 35% rispetto al 2009. Numeri da capogiro che potrebbero quindi stravolgere le abitudini degli italiani .
“Stiamo affrontando una situazione davvero difficile – forse mai affrontata prima dalle nostre imprese – che inciderà pesantemente sul settore anche nei prossimi mesi” afferma Lucio Pinetti presidente Confida, l’associazione nazionale della distribuzione automatica. “Oltre ai costi delle materie prime bisogna poi considerare l’aumento del prezzo del carburante, che incide in maniera significativa dal momento che il nostro settore svolge la propria attività direttamente presso i clienti, che devono essere raggiunti con i mezzi aziendali”.
