Non si vuole generalizzare. Anche perché i percorsi di vita lavorativi non sono mai uguali. Però mi danno da pensare i giovani industriali che, da buoni figli di papà, collaborano con il genitore nella conduzione dell’azienda di famiglia che in seguito erediteranno senza averci messo niente di loro.
I giovani industriali organizzano tanti convegni e meeting nei quali hanno la pretesa di impartire vagonate di lezioni di economia. Mi sono sempre chiesto: ma se non fossero stati figli di industriali non sarebbero come tutti gli altri giovani alle prese con raccomandazioni e tentativi a vuoto per cercare un lavoro? Magari – data la frustrazione sulle prospettive occupazionali – senza troppa voglia di pontificare su scenari macro e microecomici, accordi sindacali, salari, ripresa, spesa pubblica.
