Sposatevi, fate figli. Da ogni parte in Italia si moltiplicano gli allarmi sulla fine della famiglia e la dispersione dei valori sui quali il nostro Paese è fondato.
Il discorso non farebbe una piega se non fosse che chi mette in guardia la popolazione su questi temi trascura un elemento fondamentale. Spesso la volontà dei singoli e delle coppie italiane si scontra contro un muro altissimo: la realtà delle condizioni lavorative e familiari.
Quanti sono i giovani che vorrebbero sposarsi e mettere su famiglia? Molti. Quanti giovani secondo i più recenti dati dell’Istat hanno un lavoro? Uno su tre. I dati peggiori dal 2004. Questo elemento da solo potrebbe rispondere alla stragrande maggioranza delle domande e degli allarmismi. Si commenta da solo.
La faccenda peggiora se si passa all’analisi delle condizioni di vita dei singoli all’interno del nucleo familiare, in particolare delle donne. Quale donna che lavora, dopo aver dedicato alla sua preparazione anni di studio e di sacrifici, metterebbe in discussione i risultati ottenuti perché deve prendersi cura quasi interamente della famiglia? Il Rapporto sulla coesione sociale stilato dal ministero del Lavoro insieme a Inps e Istat parla chiaro: nelle coppie con figli oltre tre quarti del carico domestico pesa sulle spalle delle donne. E il cosiddetto “sesso forte” che fa nel frattempo? Si dedica a fare la spesa, a pagare le bollette o ancora a rinnovare l’abbonamento della tv. Mentre, dopo aver faticato in ufficio, alle mogli non resta che passare lo straccio, lavare, stirare e preparare pranzo e cena. Un gioco da ragazzi.
Il Sud, neanche a dirlo, fanalino di coda. Le donne lavorano tra casa e ufficio circa due ore in più degli uomini e spesso ottengono una busta paga inferiore rispetto ai loro colleghi.
Cari maschi italiani fate un po’ voi i conti. E diteci se con l’arrivo del 2011 avete fatto scorta di buoni propositi.
