(essea) Tranquilli, c’è ancora tempo per farsi le canne. Contrariamente a quanto diffuso nei giorni scorsi da alcuni quotidiani nazionali, sembra essere falsa la notizia dell’imminente chiusura dei coffee shop di Amsterdam.
I turisti della cannabis possono tirare un sospiro di sollievo: il governo olandese ha infatti deciso di rimandare l’introduzione del “weed pass”, un documento rilasciato ai soli residenti, che di fatto impedirà ai semplici visitatori di acquistare hascisc e marijuana nei locali preposti alla vendita.
Gabriella F., una siciliana che lavora da anni in uno dei più noti coffee shop della capitale olandese, conferma che “la notizia non è vera, qui ad Amsterdam, almeno fino al 2013 non servirà alcun pass”.
Il provvedimento di limitazione della celebre politica di tolleranza entrerà in vigore nel maggio 2012 per le città di frontiera, a sud dell’Olanda. Secondo il ministro della Giustizia Ivo Opstelten questo dovrebbe porre fine al via vai dei quasi quattro milioni di cittadini francesi, tedeschi e belgi che ogni anno attraversano il confine con l’esclusivo intento di acquistare della droga.
La prima città ad avere adottato il sistema del weed pass è Maastricht. In soli tre mesi dall’entrata in vigore, la città ha perso il 16 per cento dei suoi turisti e un vero e proprio patrimonio in entrate. La delibera non ha mancato di suscitare polemiche e dubbi, anche perché è noto che i cittadini olandesi non sono mai stati assidui frequentatori dei coffee shop: via i turisti, per la prospera economia della canna non c’è futuro.
La cannabis, diversamente da ciò che si pensa comunemente, non è legale in Olanda come non lo è negli altri paesi. Coltivazione, uso e vendita sono tollerati, fino a che non superano modeste quantità: un privato può coltivare a casa – e in maniera del tutto naturale – fino a cinque piante, così come nei coffee shop si possono acquistare solo pochi grammi di “erba”.
Una tolleranza che non ha evitato però di innescare delle incongruenze: per essere venduta la cannabis deve essere coltivata. Ma chiunque venga trovato a coltivare marijuana in maniera intensiva viene immediatamente denunciato. Può capitare di finire nei guai anche se si fuma uno spinello in un luogo che non sia un coffee shop o casa propria.
Polemiche a parte, il provvedimento tanto discusso è in cantiere da parecchio tempo, probabilmente ideato dallo stesso governo che qualche tempo addietro volle chiudere parte delle “vetrine” del Rosse Buurt, il quartiere a luci rosse della città. Quando le chiesero se non temeva un brusco declino dell’afflusso di turisti in città, la responsabile del provvedimento rispose che non c’era da aver paura perché nella stessa zona “ci sono delle bellissime chiese che tutti vogliono visitare”. Con tutto il rispetto, i pellegrini generalmente sono diretti a Roma. Non certo ad Amsterdam.
