Amicizia. Com’è cambiato e come continua a cambiare questo concetto nell’epoca della diffusione capillare di internet e dei social network che, giorno dopo giorno, crescono esponenzialmente sulla rete. Ciò che sembra sotto gli occhi di tutti è che si stia assistendo a un generale mutamento del significato intrinseco di questa parola. Un tempo si diventava amici e si sviluppava questo senso comune frequentandosi quotidianamente, compiendo insieme tutti quei riti atti a cementare un rapporto. Oggi, sempre più spesso, si diventa amici con un click, scegliendo se accettare o meno la “richiesta di amicizia” di qualcuno attraverso un monitor. Un esempio paradigmatico è Facebook, il più popolare tra i social network in voga in questo momento. Centinaia di migliaia di persone che “interagiscono” tra di loro più o meno comodamente sedute davanti allo schermo di un pc. Pagine piene di centinaia di “amici” dei quali se ne sente realmente giusto una decina, quando non un paio e basta. Il trionfo del rapporto virtuale sul contatto reale.
Nessuno può dire come si evolveranno i rapporti umani in futuro e quanto saranno influenzati da questo nuovo modo di concepire l’amicizia. Oggi ci troviamo in una fase di passaggio, in una sorta di “Terra di Mezzo” in cui sopravvive sempre il desiderio di riunirsi e di vivere pienamente un rapporto di amicizia, ma contemporaneamente crescono i casi di chi passa sempre più tempo davanti al monitor e sempre meno all’aria aperta. Il social network induce una forte dipendenza in chi ne fa uso e molte persone non riescono più a rinunciare ai momenti quotidiani trascorsi a leggere cosa sta pensando quell’amico, piuttosto che a sbirciare i punteggi realizzati da quell’altro in quel giochetto.
Addirittura si arriva ad assistere al trionfo dell’equivoco: per chiedere di uscire a un amico non si fa più una telefonata ma si lascia un messaggio nella sua home page “tanto lo leggerà di sicuro”, con il rischio che quest’ultimo non se ne accorga, portando a malintesi e fraintendimenti. Un tempo si scendeva da casa e si andava a citofonare a un amico, poi venne il telefono nel quale la comunicazione era pur sempre immediata. Adesso è il tempo dei messaggi istantanei in bacheca.
Naturalmente nessuno vuole demonizzare il social network in sé e per sé. Il problema rimane sempre l’uso che si fa dei nuovi ritrovati della tecnologia. Ogni novità può portare un giovamento alla nostra vita di tutti i giorni, ma se, al contrario, porta delle limitazioni allora forse certi comportamenti devono essere corretti. Bisogna soltanto riconoscere il momento in cui si eccede. A meno che non intervenga la consuetudine a rendere normale ciò che magari, solo pochi anni prima, tanto normale non sarebbe apparso. In fondo i modi di fare e di relazionarsi sono figli dei propri tempi, basta pensare, come diceva qualche anno fa il maestro Franco Battiato, a “come cambia in fretta la morale”. Lo stesso vale per i comportamenti. Veloci nel mutare quanto un click di mouse sullo schermo di un personal computer.
