Barbara Millicent Roberts compie cinquant’anni. Auguri diranno in molti, ma chi è? Proviamo allora ad usare il suo diminuitivo, Barbie. Beh, in questo caso non occorre aggiungere altro. Una sventola longilinea alta 29,5 centimetri, lunghi capelli biondi, sorriso smagliante, occhi azzurri, guardaroba strepitoso degno di una diva di Hollywood. La bambola più longeva del mondo festeggia un compleanno speciale per ogni donna, vera o di plastica. Quella che viene definita la prima fashion doll della storia fa il suo debutto in società alla fiera del giocattolo di New York, il 6 marzo 1959. All’epoca la maggior parte delle bambole erano di pezza e raffiguravano neonati. Ma Ruth Handler, l’ideatrice di Barbie, guardando giocare sua figlia, capisce che le bambine vogliono sognare di essere adulte.
Così crea a una nuova linea più femminile e la propone al marito Elliot, co-fondatore della casa di giocattoli Mattel. Il rischio era che Barbie potesse apparire troppo provocante: una pin up con smalto e rossetto rosso, eye liner nero, tacchi alti, vestita con un costume zebrato e con i capelli legati con una lunga coda. In realtà era proprio quello che le bambine di mezzo mondo stavano aspettando e il successo fu immediato. La “pupa californiana”, la teen-age fashion model, diventa un’icona planetaria, il primo giocattolo a essere promosso con una grande campagna pubblicitaria in televisione. Da allora in più di 150 paesi ne sono state vendute oltre un miliardo, alla media di tre al secondo.
Regina incontrastata del mondo dei balocchi, Barbie vive a Malibu in una villa con piscina, è circondata da parenti, amici e animali, guida una decappottabile rosa, possiede un camper e accessori vari da collezionare. Dell’universo di Barbie fanno parte la sorella Skipper, l’eterno fidanzato Ken, il suo rivale, il surfista Blaine, la migliore amica, Midge, sposata con Alan, dal quale ha avuto due figli. Dalle bambole in porcellana, di carta o di tessuto, con fiocchi, volants, treccine e morbidezze, si passa all’idolo del primo consumismo degli anni ’60. Seno prosperoso, vitino da vespa e gambe ben tornite, Barbie è stata anche molto criticata perché promuove un modello poco realistico, con il rischio di portare le innumerevoli fan all’anoressia. Nel 2003, è stata anche dichiarata fuori legge in Arabia Saudita dal "Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio", a causa dei suoi abitini succinti, simbolo della decadenza del lascivo Occidente. Nel corso degli anni, il termine Barbie girl ha assunto un significato dispregiativo, di ragazza di bell’aspetto ma priva di spessore, volgarmente definita “oca giuliva”. Stereotipo che però continua ad avere fan in tutto il mondo, basti pensare a Paris Hilton, o tra le ultime seguaci, a una delle concorrenti del GF9, tale Laura, molto apprezzata dagli uomini della casa del reality.
Barbie ha attraversato le trasformazioni della società, del costume e della moda: il suo personaggio, modello perfetto di glamour, nasce con un obiettivo preciso, quello di accompagnare le ragazzine verso l’età adulta. Il suo mito è stato sfruttato per promuovere l’uguaglianza tra i sessi e dimostrare che le donne possono intraprendere qualsiasi carriera. Sempre sorridente Barbie non ha tradito le aspettative e vanta un curriculum estremamente eclettico: è stata hostess, rock star, vigile del fuoco, veterinaria, astronauta nel 1965, prima che una donna varcasse i confini dello spazio, paleontologa, ballerina, fashion editor, sergente del corpo dei Marines precedendo Demi Moore nel Soldato Jane, e infine nel 2004, anticipando pure Hillary Clinton, si è candidata anche alla presidenza degli Stati Uniti con il il “Partito delle Ragazze”. Naturalmente la bambola più idolatrata ha anche colpito l’immaginario di grandi artisti come Andy Warhol, che nel 1985 la immortala alla stregua di Marilyn Monroe in uno dei suoi quadri.
La casa di produzione Mattel ha stimato che esistono oltre 100,000 collezionisti di Barbie e che il 45% di questi spende oltre 1000 dollari ogni anno per accrescere la propria collezione. Tra i modelli più interessanti va ricordato quello ideato e venduto a Catania, al museo dedicato all’integrazione di ciechi e ipovedenti. Una Barbie istruttiva per bambini non vedenti, la ‘Braillina,’ bambola-alfabetiere completa di tasti su cui i bambini e gli insegnanti di sostegno imparano giocando a digitare le lettere in Braille. Ma Barbie è stata soprattutto diva e top model: più di 100 stilisti hanno disegnato i suoi abiti, tra cui Christian Dior, Balenciaga, Yves Saint Laurent e Giorgio Armani. Alle recenti sfilate di Alta moda a Roma, Marella Ferrera, l’artista siciliana-couturière, ha scelto per la sua collezione primavera-estate 2009, proprio il look malizioso ma sofisticato della bambola dalle ciglia lunghissime. Abiti da sogno ricchi di stile con gonne corte, trasparenze, colori delicati, spille floreali, ideali per una donna che con ironia gioca a fare la bambola. Un compleanno super festeggiato quello della mitica bambola che durerà per tutto il 2009 con numerose iniziative: la Fiat ha creato una 500 Barbie, decappottabile, naturalmente rosa shocking; il marchio Bulgari con la Mattel aiuterà Save the Children, organizzazione no profit impegnata a dare un’istruzione ai bambini meno fortunati della terra; la Kartell creerà arredi per un’ideale casa di Barbie, che verranno presentati in aprile, al prossimo Salone del mobile di Milano. E naturalmente tante nuove collezioni di accessori, vestiti, libri, videogiochi. Auguri Barbie splendida cinquantenne!
