Se fosse una nazione sarebbe la sesta nel mondo, con piu’ di 175 milioni di utenti attivi, che vantano in media un centinaio di amici ciascuno. Con questi numeri non c’e’ da stupirsi se Facebook, il social network piu’ famoso del pianeta, influisce anche sulla salute dei suoi fan.
Oltre alla Fad (‘facebook addiction disorder’), che porta alcune persone a passare giornate intere on line, magari per accumulare nuovi ‘amici’, c’e’ la gelosia ‘virtuale’: coppie scoppiate perche’ uno dei due si e’ isolato nel mondo on line o perche’ i mille contatti virtuali del partner scatenano una violenta gelosia nell’altro. A ‘fotografare’ il fenomeno ‘Feisbu’k’ ("il nomignolo e’ d’obbligo tra gli ‘amici’") e’ Marco Liorni, inviato storico del Grande Fratello e autore di ‘Facebook. Tutti nel vortice’ (Armando Curcio editore), in questi giorni in libreria.
Cosi’ si scopre che la passione per il social network ha gia’ giocato brutti scherzi a qualche italiano. "Ho seguito molte coppie in crisi perche’ uno dei due si era totalmente allontanato dal partner – racconta Paola Vinciguerra, psicologa e presidente dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico – chiudendosi emotivamente nel suo mondo virtuale. Altre in cui si era sviluppata una gelosia ossessiva per gli amici virtuali del partner". E addirittura non mancano gli attacchi di panico, perche’ si scopre all’improvviso di essere stati cancellati da una lista di contatti. Una spia di vulnerabilita’ da non sottovalutare, ammonisce la psicoterapeuta.
Ma non tutto ‘Face’ viene per nuocere. Infatti, secondo la Vinciguerra, il social network puo’ costituire un prezioso specchio virtuale, un’opportunita’ per osservarci e conoscere "le nostre piccole paure, le fragilita’, le insicurezze. Non serve coprirci con atteggiamenti finti o foto ritoccate – spiega – il consenso che otteniamo cosi’ e’ per la nostra controfigura, non per noi". Questo, anzi, alla lunga "ci convincera’ che cosi’ come siamo non andiamo assolutamente bene". Invece questi spazi virtuali possono "essere usati per migliorare la consapevolezza di noi stessi. Guardatevi – esorta l’esperta – dopo aver fatto il vostro profilo", per capire come vorreste essere.
La raccomandazione della psicoterapeuta e’ quello di usare facebook "con consapevolezza, e non per sfuggire ai disagi del nostro quotidiano e per riempire delle solitudini. Ci puo’ dare molto di piu’". C’e’ chi, tra l’altro, cerca di entrare in contatto con vip e personaggi internazionali, da Obama alla Barbie (che presto dovrebbe aprire un suo profilo). E chi si ‘spaccia’ per vip, santo o simili. Se, nel suo libro, Liorni fornisce gli indirizzi virtuali dei ‘vip per davvero’ che hanno il loro spazio su ‘Face’, la Vinciguerra regala tre consigli per farne un uso positivo. Eccoli: 1) Osserviamoci per conoscere le nostre piccole paure, fragilita’, insicurezze.
2) Ascoltiamo gli altri: ci possono dare informazioni preziose di tutti i generi. "Si e’ presenti anche nell’ascolto", assicura.
3) Tutto cio’ che abbiamo imparato on line portiamo fuori nella nostra vita reale, arricchendola, migliorandola e non fuggendone, conclude la Vinciguerra, che ha gia’ un profilo su Facebook e, pur ammettendo di non aver molto tempo per partecipare alle chiacchiere virtuali, confessa di andare a curiosare appena puo’.
