Domenico Giardina

Il mondo di internet è un luogo libero per definizione. Sul web le idee viaggiano veloci e poco può fare la censura per tentare di arginarle. E’ quindi uno strumento molto prezioso per veicolare pensieri che altrimenti rimarrebbero appannaggio di pochi. La libertà, però, può anche essere utilizzata nel modo sbagliato  e giocoforza, accanto ad esempi virtuosi di sfruttamento della rete, abbiamo quelli negativi.

 

Basta farsi un giro sui più popolari social network o fare una ricerca su Google per accorgersi che sono migliaia le persone che usano internet per inneggiare alla mafia, alla camorra e ad ogni tipo di criminale; per dare addosso in maniera violenta agli avversari politici chiedendone l’eliminazione fisica; così come per veicolare idee razziste e xenofobe. Ci fermiamo qui con l’elenco ma si potrebbe continuare per molto ancora.

 

Questi tre esempi possono bastare per far capire quante degenerazioni si trovano sul web, grazie alla libertà che esso concede. Su Facebook, il più popolare tra i social network, sono centinaia e centinaia le pagine e i gruppi “dedicati” alla mafia, alla camorra, e ad altre organizzazioni criminali affini. Al loro interno è tutto un fiorire di pensieri su come si vive bene sotto l’egida mafiosa, di come sia l’unica organizzazione capace di garantirti il "lavoro" e su quanto siano stati “grandi” Riina e Provenzano, solo per citare due nomi. Addirittura esistono delle applicazioni che ti permettono di partecipare a un gioco che si chiama “Mafia Wars” in cui puoi entrare a far parte di una famiglia mafiosa per poi scalare la gerarchia e diventare il numero uno.

 

Sempre su Facebook fioriscono senza limiti i gruppi che inneggiano all’odio politico chiedendo la morte di questo o quel politico. Ci sono i gruppi di quelli che vogliono la morte di Berlusconi, di quelli che vogliono dare fuoco a Vladimir Luxuria e di quelli che vogliono eliminare Santoro e Travaglio. Ogni post trasuda profondo odio e non esistono argomentazioni per discutere con chi preferisce l’eliminazione fisica dell’avversario al dialogo.

 

Non da meno sono i gruppi che nascono contro chi ha un colore della pelle diverso dal proprio. Ci sono addirittura delle applicazioni grazie alle quali, dopo un test, si riesce a capire qual è la “razza” che si odia maggiormente tra quelle più detestate. Senza tralasciare chi vorrebbe un ritorno del nazifascismo più razzista, o sostiene gruppi politici xenofobi.

 

L’odio e il veleno, insomma, corrono sull’etere e grazie a questo si cementano e si fortificano, invadendo anche campi dove il fair play e l’amicizia dovrebbero farla da padroni. Sono decine i gruppi che, riferendosi a Balotelli, affermano che “non esistono negri italiani”. Non resta che aspettare che la storia li spazzi via sotto il peso di un’integrazione sempre crescente, ma contro il razzismo così come contro chi inneggia alla mafia o alla violenza c’è ancora molto da fare.