Giulio Giallombardo

Genitori e figli, rapporti conflittuali, esclusivi, indissolubili. I legami familiari non sono mai lineari, procedono con dinamiche oscillanti tra sentimenti contraddittori e dipendenze emotive che lasciano il segno per sempre. È lecito chiedersi fino a che punto possa spingersi l’amore dei genitori per i figli o viceversa, ma la risposta non è facile e, soprattutto, non è una sola.

 

La storia degli uomini è fatta da famiglie. Il nome che portiamo rappresenta un’identità che, può piacerci o meno, è nostra in modo ancestrale e incide, con più o meno valore, nel corso della storia. Questo accade a qualsiasi livello, sia che si appartenga ad una famiglia potente, di quelle che fanno la storia con la S maiuscola, sia che, al contrario, si nasca da genitori dal nome “piccolo” o con poco peso nella società.

 

La cronaca e la storia provano anche a raccontarci quanto le colpe dei padri ricadano sui figli, oppure, in che modo, questi ultimi, siano lontani dall’educazione familiare tanto da non sembrare più “sangue dello stesso sangue” dei padri. Pensiamo ad esempio ai tanti episodi di bullismo che quotidianamente riempiono le pagine dei giornali, o ai ragazzini che, per puro divertimento o per “noia”, danno fuoco ai barboni. Cosa fanno i genitori di fronte a tutto ciò e, soprattutto, che responsabilità hanno?

 

Ci sono poi le famiglie che, nel bene e nel male, comandano o hanno comandato ed in Sicilia sono parecchie. Pensiamo, ad esempio, ai La Loggia. Enrico, uno dei protagonisti della stesura dello Statuto speciale siciliano, diede i natali a Giuseppe, che poi sarebbe diventato presidente della Regione nel 1956, di cui, a sua volta, è figlio un altro Enrico, attualmente vice presidente del gruppo Pdl alla Camera dei Deputati.

 

Un altro esempio eclatante è quello dei Mattarella. Anche Bernardo, uno dei padri fondatori della Democrazia Cristiana, più volte ministro della Repubblica, fu padre di un ben noto presidente della Regione, Piersanti, assassinato dalla mafia nel 1980, ed anche di Sergio, protagonista del rinnovamento della Dc che portò alla formazione del Partito Popolare Italiano.

 

È lecito chiedersi, ma la domanda è volutamente retorica, se Giuseppe La Loggia o Piersanti Mattarella non fossero nati da padri così illustri, avrebbero scelto d’intraprendere la carriera politica? Quanto ha influito nelle loro scelte l’educazione della famiglia? Sono interrogativi estendibili, con i dovuti distinguo, ad ognuno, perché il sangue non dimentica le sue origini.