Dario La Rosa

Se la Sicilia è terra di paradossi, come tanti credono, allora sarebbe impensabile che un premio di tale genere non fosse arrivato proprio in terra di trinacria ed a Catania per essere precisi. Lo ha vinto indirettamente l’università, attraverso i ricercatori Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo.

 

E che hanno vinto di così importante, direte voi? Da scherzare c’è ben poco, perché i tre hanno vinto l’”IgNobel”, il Nobel, per l’appunto, ma in versione Usa.
Sono stati premiati nella categoria Management. Ecco, il premio viene assegnato alle ricerche vere ma in qualche modo improbabili.

 

E cosa hanno fatto i tre studiosi (due fisici ed un sociologo) di casa nostra? Hanno dimostrato matematicamente l’assunto di Laurence J. Peter che recita più o meno così: "In un’organizzazione ogni nuovo membro sale nella gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza".

 

In termini “potabili”, significa che chi fa carriera spesso può non essere poi così bravo. Troppo facile direte voi. Pensate però, ad esempio, ad un bravo medico che, proprio per la sua bravura in sala operatoria, diventa direttore sanitario. Non si occuperà più di bisturi ma di documenti ed ecco, quindi, che la frittata è fatta.

 

Gli studiosi, ovviamente, hanno proposto la loro ricetta a questa tragica considerazione della realtà. Come fare andare, allora, avanti e bene le imprese e la carriera dei dipendenti?

 

Rullo di tamburi, fiato preparatorio ed ecco la risposta: pescando a caso. Già, proprio come si fa per vincere la lotteria. Chi vince il gradino superiore della scala gerarchica sarà infatti più stimolato a fare bene e le società potranno crescere in fatturato o qualità, a seconda dei casi.

 

Per cui, se siete imprenditori o avete il potere di fa avanzare qualcuno ai posti di comando, è bene che iniziate a preparare i “pizzini” con i nomi dei papabili, per poi bendarvi e vedere chi sarà il più fortunato.