(a cura di Jacopo Cocco) Baci, occhiolini, spalline e lustrini. È questo il mondo delle mini miss, le modelle bambina.
Se ne trovano di tutte le età: adolescenti, prepuberali, infanti. Le little divas sono ormai una realtà piuttosto che una moda passeggera. In un mondo in cui apparire non è più un verbo ma una necessità, sempre più madri sono orgogliose delle loro piccole donne. Via le bambole, i giochi e i desideri. Meglio strass, tacchi alti e borsette griffate. Perché sognare quando la realtà può superare l’immaginazione? Perché essere bambine quando si vuole e si può apparire “grandi”? I manuali di psicologia avrebbero qualcosa da dire ma evidentemente non a tutti interessa.
Un anno fa Vogue Francia era finito nell’occhio del ciclone per un servizio fotografico in cui tre bambine di sette anni, Thylane, Lea e Prune, vestite da vamp (è un eufemismo) posavano con sguardi languidi e pose ammiccanti. Si parlò di incitamento alla pedofilia. Forse un’iperbole, ma il problema morale e pedagogico esiste. Quella volta a farne le spese fu la caporedattrice, cacciata come Eva dal paradiso terrestre.
La realtà è che non si tratta di un caso isolato. Lungi dal mettere all’indice idee e mestieri, la realtà è che forse tutto questo non è sano. Bambine imbellettate dalle pose maliziose si trovano spesso sulle riviste o a camminare leziose sulle passerelle.
Il discorso è che forse c’è un’età per tutto. C’è un’età per giocare ed una per sfilare. Un’età per vestire Upim ed un’altra per indossare Gucci, Ralph Lauren e Valentino.
Il rischio, vogliamo correrlo, è quello di sembrare retrogradi. Al meglio dei manichini impolverati. Ma la paura è che il buon gusto e soprattutto il buon senso stiano diventando fuori moda, vintage.
Non dimentichiamoci che i bambini sono vivi e hanno il diritto di vivere anche l’infanzia. Se a sette anni si comportano come se ne avessero trenta, a quarantacinque si sentiranno dei matusa? O forse riscopriranno le bambole e chiederanno aiuto per fare i compiti? L’impressione è che i palazzi si costruiscano dalle fondamenta. Non togliamo ai nostri figli il piacere del gioco, la gioia dei bambini della loro età.
Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: del doman non v’è certezza … proprio nessuna.
