Enzo Bonsangue

(a cura di Jacopo Cocco) Poco più  di due anni fa, allo UCLA medical center di Los Angeles, moriva Michael Jackson. La controversa Star dell’Indiana ha segnato in modo indelebile la storia della musica dagli anni ’70 in poi.

Se da una parte ha diviso i critici, dall’altra è riuscito a mettere d’accordo il pubblico di almeno tre generazioni che, incurante, lo ha amato e perdonato nonostante tutto e tutti.

Thriller è forse il suo album più famoso. Se non quello che gli ha dato la notorietà , sicuramente quello che lo ha innalzato nell’Olimpo dei grandi della musica.

Album record, benché si discuta sull’effettiva quantità di copie vendute (probabilmente oltre 100 milioni) è in ogni caso il disco più venduto della storia e non di poco.

Thriller è detentore anche di un altro guinness, meno famoso ma comunque interessante.

La canzone che dal il nome all’album, Thriller appunto, ha venduto oltre sei milioni di copie e il suo video può essere considerato uno spartiacque nella storia dei videoclip.

Fino ad allora i video musicali fungevano da mero accompagnamento alle canzoni, quello di Thriller invece ha una sua trama e una sua coreografia. Con la sua uscita il concetto di video musicale cambia radicalmente.

Costato la cifra record (per il tempo) di 500 mila dollari, la casa discografica decise di ammortizzare le spese mettendo in commercio anche un making of del video stesso: “Michael Jackson: the making of Thriller”. Il successo è tale da farne la videocassetta più venduta di sempre con oltre nove milioni di copie.

Tra zombie e lupi mannari il famoso video è ancora tra i più trasmessi da radio e tv. Ne esistono tre versioni ufficiali: da 13, da 8 e da 7 minuti. Noi oggi vi mostriamo la prima, quella integrale. Di questi tempi, non sono certo gli zombie a farci paura.