Quello di Anneliese Michel è un caso che destò grande clamore in Germania e in Europa a metà anni ’70. Clamore la cui eco è arrivata, in parte mitizzata, sino ai nostri giorni. Annelise nacque nel 1952 a Leibfling, comune Bavarese che oggi conta poco più di tremila anime. La sua era una famiglia di ceto medio, estremamente cattolica.

 

Nel 1968 iniziò a soffrire di convulsioni. La diagnosi rilevò un’epilessia del lobo temporale. Nonostante i tormenti che questa le procurava, nell’estate del 1973 Anneliese riuscì a diplomarsi e ad iscriversi all’università di Würzburg nel settembre successivo. Sognava di diventare insegnante elementare. Nonostante le cure, col passare del tempo Anneliese iniziò a sostenere di vedere volti demoniaci nelle persone che la circondavano, giungendo ad autoconvincersi di essere posseduta dal demonio. Il rifugio nella preghiera divenne sempre più assiduo e necessario. Quando le preghiere non bastarono più, la giovane si rivolse alla Chiesa, convinta sempre più di essere posseduta dal maligno. Ciò nonostante, in un primo tempo le venne negato l’esorcismo ricevendo invece l’esortazione ad una maggiore devozione. Ma con il passare del tempo le condizioni psicofisiche di Anneliese si aggravarono. Prima sporadici, poi sempre più frequenti si fecero i casi di autolesionismo e di aggressioni (prevalentemente morsi) ai parenti. Iniziò a nutrirsi di insetti, ad urinare sul pavimento e a leccare la sua stessa minzione, infine a guaire. Si dice che fosse arrivata a staccare la testa di un uccello e ad ingurgitarla. Convinta che tutto ciò fosse una punizione per i suoi peccati, decise di dormire su un pavimento di pietra come forma di espiazione.

 

Di contro, nei momenti in cui era convinta di essere posseduta si scagliava contro qualsiasi simbolo religioso le capitasse a tiro. Dai documenti risultano anche frequenti attacchi di diarrea e vomito. Venne ricoverata in ospedale e la violenza dei suoi attacchi convinse i medici a somministrarle tranquillanti e ad alimentarla forzatamente. I genitori si rivolsero una seconda volta alla Chiesa e nel settembre del 1975 il vescovo Josef Stangl scelse il parroco Ernest Alt e padre Arnold Renz come esorcisti. L’esorcismo proseguì per dieci mesi, sino al giugno dell’anno successivo. I due religiosi dichiararono che in questo periodo si manifestarono ben sette entità demoniache differenti, tra le quali Lucifero e Belial. Durante i lunghi mesi vennero scattate foto e girato un filmato della durata di un’ora e mezza in cui si sentirebbe Anneliese parlare con voce distorta e in lingue diverse dal tedesco (latino, greco, aramaico e altre lingue antiche). Riportata a casa, la ragazza si rifiutò di mangiare e bere sostenendo che fossero i demoni ad impedirglielo. Ciò contribuì ad un ulteriore indebolimento del corpo già abbondantemente provato dal continuo autolesionismo. Nei sempre più rari momenti di lucidità, Anneliese si dedicava in maniera costante alla preghiera, fino a quando le continue genuflessioni non le costarono la rottura di entrambe le ginocchia. Il rito esorcistico avveniva in media tre volte a settimana e durante le sedute la giovane mostrava una forza disumana, tant’è che spesso ci vollero diversi uomini robusti per immobilizzarla. In ultimo Anneliese chiese agli esorcisti di porre fine alle sedute. Sostenne di aver avuto una visione della Vergine Maria che le imponeva di sopportare la possessione per il genere umano. Un martirio. Alla mezzanotte del primo luglio del 1976, come pare avesse lei stesso predetto, morì.

 

L’autopsia stabilì come causa della morte la malnutrizione e la disidratazione. In seguito al referto, i genitori ed i due esorcisti vennero prima processati e poi condannati a sei mesi di reclusione con la condizionale per negligenza. Venne stabilito che l’alimentazione tramite flebo l’avrebbe mantenuta in vita. Com’era logico aspettarsi, un caso tanto clamoroso sollevò un gigantesco polverone e numerosi dibattiti tra coloro che prestavano fede alla versione scientifica e coloro che invece abbracciavano quella della Chiesa.

 

Epilessia o possessione? Gli scienziati non hanno dubbi, i vescovi neppure (anche se negli ultimi anni più d’uno ha rivisto la propria posizione). Comunque sia, la vicenda è entrata nell’immaginario collettivo approdando nelle librerie e nei cinema (“The exorcism of Emily Rose” o “Requiem” tanto per citarne alcuni). Noi oggi vi proponiamo un video con le foto e la voce di Anneliese durante l’esorcismo. Un video forte e una documentazione certamente interessante.