(di Azzurra Sichera) Lo sapevate che il gossip esisteva anche prima di Belen e Fabrizio Corona? E prima che lo subisse Papi e la sua Noemi? Sembra incredibile ma si può affermare con certezza che durante la prima conversazione femminile, ad una delle due interlocutrici è sfuggito di bocca un pettegolezzo.
Magari accompagnato da un monito del tipo: “Io non ti ho detto niente, tu non l’hai saputo da me”; anche se in generale quello che ho sempre preferito è il classico: “Mi raccomando non lo dire a nessuno” come se non si sapesse che un frase del genere suscita immediatamente l’effetto contrario.
Oggi c’è Dagospia, che ha fatto fortuna, ed un numero infinito di giornali, siti che si occupano di gossip. Segno che la domanda non si è esaurita. Ebbene ma dove è finito il passaparola? Dove sono finiti i bei pettegolezzi di una volta, quando chi aveva una notizia si sentiva potente e non doveva temere la concorrenza spietata di internet, tv e riviste esclusivamente dedicate al gossip?
Oggi siamo risucchiati in un vortice frenetico di informazioni provenienti da qualsiasi mezzo di comunicazione e ormai il gossip è divento un altro passatempo che tendenzialmente svolgiamo da soli, per lo più davanti ad uno schermo. Perché se prima nei salotti si intrecciavano confidenze e si gettavano le basi dei rapporti sociali con conversazioni piene di pettegolezzi; se stavamo ore al telefono con l’amica raccontandoci della figlia della vicina che sembra essere incinta; se andare dal parrucchiere diventava un espediente per essere coinvolte in un turbinio di scoop con varianti quanto mai contorte; adesso tutto questo ci sembra un ricordo sbiadito e lontano e ogni volta che si tenta di imbastire una conversazione basata sul gossip tutto è già stato detto, commentato e giudicato.
Ormai non si prende più il telefono ma basta accedere ad un social network. Eppure il gossip è un settore che non conosce crisi, una continua ricerca dell’ultima novità, una smania di entrare nella vita degli altri come se la nostra non fosse mai abbastanza. E mi sta anche bene ma non era più divertente prima quando si prendeva un caffè o si aspettava con i bigodini in testa? Alle portiere – quelle che sono rimaste in giro – l’ardua sentenza.
