La donna a casa a preparare da mangiare e a badare ai figli? In Sicilia sembra essere un’immagine ormai legata ai vecchi film. Oggi i professionisti non hanno dubbi, la donna non solo deve lavorare e dar prova di tutte le sue capacità in uffici e studi, ma deve anche diventare la rappresentante e la paladina degli interessi collettivi. Per quanto riguarda gli ordini professionali siciliani, ben il 57% dei professionisti e il 41% delle professioniste, vorrebbero essere rappresentati da una donna. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Bocconi Trovato & Partners, società specializzata nel mood marketing communication fondata e diretta da Saro Trovato, realizzato attraverso 350 interviste a professionisti siciliani (68% uomini, 32% donne), e mirato a capire quali sono le esigenze rappresentative nell’ambito degli ordini professionali. Gli intervistati appartengono alle seguenti categorie: avvocati, medici, architetti, ingegneri, farmacisti, veterinari, geometri, commercialisti, ragionieri e periti commerciali.
Spesso le donne si dimostrano più decise e intraprendenti (45%), coraggiose e capaci di tirar fuori le unghie quando serve (36% degli uomini e 31% delle donne). Ma il vantaggio sarebbe anche dal punto di vista dell’immagine e della capacità di relazionarsi con gli altri come ha risposto il 32% degli uomini. Insomma, in Sicilia che spesso è stata descritta come “maschilista”, si assiste ad un vero e proprio “effetto Marcegaglia”, non a caso è proprio il presidente di Confindustria ad incarnare perfettamente (73%) il modello di presidente in “rosa” che tanti professionisti vorrebbero vedere alla guida della loro categoria. Se in generale il 79% degli uomini intervistati è convinto che le donne nelle rispettive professioni siano in media preparate allo stesso modo, se non meglio, dei loro colleghi uomini, ben l’88% sostiene che dovrebbero essercene molte di più nelle associazioni di categoria. Non solo, sempre di più pensano che dovrebbero rivestire ruoli di primo piano.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare la percentuale più alta di professionisti che vorrebbe avere una “rappresentante rosa” non si trova tra le intervistate donne (41%, contro il 48% che preferirebbe un uomo e l’11% per cui è indifferente il sesso del proprio rappresentante). Tra gli uomini intervistati, invece, ben il 57% ha dichiarato che vorrebbe essere rappresentato proprio da una donna, seguito dal 19% per cui è del tutto indifferente. Solo il 14% dice che assolutamente il proprio rappresentante deve e dovrà essere un uomo.
A prescindere dalle differenze tra le categorie professionali, il 41% delle professioniste intervistate ritiene che la società sia ancora troppo maschile e maschilista, e che una donna farebbe fatica a farsi valere. Allo stesso modo il 28% pensa che una donna sarebbe troppo poco autoritaria, per non parlare del fatto, che malgrado tutto, le donne, anche se professioniste, devono prendersi cura anche della famiglia, quindi avrebbe poco tempo da dedicare al suo ruolo di rappresentante (19%). Ma non tutte concordano e sottolineano invece i vantaggi del poter avere come presidente della propria categoria una donna, a partire dal fatto che sarebbe un’interlocutrice più attenta proprio per le donne (38%), ma, proprio perché “circondata da uomini”, saprebbe tirar fuori le unghie e farsi veramente valere (31%). Non solo, per il 27%, sapendo di essere sotto le luci dei riflettori si occuperebbe molto più degli interessi della categoria. E per gli uomini, che sono i veri “fan” di una presidente “in rosa”? I vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi, a partire dal fatto che le donne hanno molta più capacità di relazione rispetto agli uomini, cosa fondamentale per sostenere gli interessi dell’intera categoria professionale (62%).
Il 38% ammette che per il semplice fatto che per loro raggiungere il successo è più difficile, quelle che ci riescono sono super preparate e veramente in gamba, ma il 32% pensa sia soprattutto un fatto di appeal e di immagine: a parità di capacità con gli uomini una donna sarebbe infatti più in grado di innalzare l’immagine dell’intera categoria professionale. Non solo, sono in molti (45%) a ritenere le donne più intraprendenti, ma anche più coraggiose e pronte a battersi quando serve (36%).
E parlando delle categorie professionali, quali quelle che vorrebbero di più un presidente donna? I più accesi sostenitori di una vera e propria “svolta rosa” alla guida della propria categoria professionale sono gli avvocati (61%), seguiti al “secondo posto” dai farmacisti (49%) e al terzo (42%) dai medici. I più “restii” ad un cambiamento che ancora in molti giudicano prematuro (36%), poco rappresentativo (22%) o addirittura inutile e solo di facciata (14%)? Soprattutto architetti e commercialisti (rispettivamente vorrebbe un Presidente donna solo il 9% e il 7%).
I professionisti in Sicilia non hanno dubbi: “Meglio essere rappresentati da una donna”
12 febbraio 2010 - 15:37
Roberto Rizzuto
