Ancora oggi si dibatte sul valore della verginità. Ma la verginità ha un valore? Si può mettere all’asta su ebay, anche solo per curiosità. Si potrebbe appurare che effettivamente c’è chi sarebbe disposto a pagare grosse cifre per acquistarla. Oppure si può pensare, come la showgirl Raffaella Fico, di venderla per un milione di euro.
A parte il valore monetario, per alcune donne (soprattutto giovani) il fatto di essere o meno illibate è ancora oggi il nodo da sciogliere. Le lotte per la liberazione sessuale portate avanti tra gli anni Sessanta e Settanta sembrano un pallido ricordo in confronto alle bugie che una ragazzina di 16 anni è disposta a raccontare pur di non rivelare alla famiglia di avere avuto il primo rapporto sessuale. Una scelta consenziente, un atto d’amore è visto come una colpa al punto da preferire di accusare qualcuno di stupro. Si tratta quindi di trasmettere un valore o di incutere terrore? Probabilmente c’è una nuova rigidità generale nell’educazione dei figli. E come può essere successo se le nostre mamme e zie prendevano la pillola quando gli ormoni erano somministrati in dosi da cavallo, pur di essere fiere e consapevoli del loro status femminile nel vivere la sessualità?
Sembra proprio che ai nostri tempi prevalga una specie di sindrome dello struzzo. Si mette la testa sotto la sabbia e tutto va bene. Da un lato si abbassa sempre di più l’età del primo rapporto sessuale, dall’altro si sente parlare sempre meno sull’utilizzo di contraccettivi che significa fare sesso in modo consapevole e sicuro, e si preferisce fare finta che il problema non esiste. Come di consueto, tutto peggiora fino a sfociare in terribili bugie dalle conseguenze imprevedibili. Le menzogne però le abbiamo raccontate prima a noi stessi e poi ai nostri figli. Non serve dire loro di non fare sesso, occorre aprirci all’idea che possano farlo, sperando che scelgano qualcuno che li faccia stare bene con se stessi. Senza troppi traumi.
Religione a parte, se la famiglia ritiene che essere vergini sia un valore, si dovrebbe interrogare se questo viene o meno condiviso dai figli. Ci sono donne che non hanno mai scoperto il piacere di conoscere il proprio corpo e quello altrui, bloccate da regole francamente inaccettabili. Negandosi il diritto ad avere una vita sessuale appagante. Quali sono i motivi che tengono ancora in piedi questo antico tabù? Non viene da pensare altro che il desiderio di esercitare una forma di controllo. Uno dei tanti vincoli ai quali le donne hanno scelto da tempo di dire basta.
