Salvatore Parlagreco

Se ci pensate, attraversiamo un’estate generosa: il caldo non ci assilla, il clima è apprezzabile, ogni tanto uno scroscio d’acqua che dura pochi minuti e ci aiuta a innaffiare le piante in giardino. L’atmosfera è gradevole, si reagisce ai dardi dell’imperiosa fortuna (prezzi alti, tasse, tagli a pensioni, stipendi ecc.) con allegria. Meglio così.

Gli hot pants fanno il pieno fra le ragazze. Sono indossati con grazia, eleganza e semplicità. Nessuno ha niente da obiettare, ci mancherebbe. Li accettano anche i magistrati, nulla da eccepire. Perché dovrebbero, vi chiederete. Ma la sottolineatura non è banale. Appena trenta anni fa, a Palermo le ragazze rischiavano le manette.
Vincenzo Samperi, pretore di Palermo, ordinò l’arresto di una turista danese perché indossava hot pants. Offesa al pudore, affermò senza sentire ragioni. Naturalmente divenne il più celebre dei magistrati nel giro di poche ore.  Ma Samperi non era il solo censore del tempo. Ben più impegnato sul terreno del pudore il Procuratore della Repubblica, Bartolomei, che sequestra opere letterarie come “La vita interiore” di Alberto Moravia e saggi, come  “Paura di volare” di Erica Jong.

Ultimo tango a Parigi, la grande opera cinematografica di Bertolucci,  fa scandalo. Il film sarà sequestrato e poi dissequestrato. Un viatico identico a tanti film hardcore. Dopo ogni sequestro, però, i film che non valgono niente salgono in vetta alla classifica degli incassi. Così sulla censura chiudono un occhio anche i produttori.

Negli anni settanta il comune senso del pudore è cambiato, ma ci sono i guardiani della morale pubblica (e privata) che non se sono affatto accorti e collezionano idiozie. I ragazzi hanno cominciato a frequentare le discoteche aperte negli orari pomeridiani, amano i maglioni a dolcevita, jeans, pantaloni di velluto a coste, fibbie sulle cinture metalliche, collane lunghissime, bracciali in metallo, stivaloni con tacchi larghi e altissimi e, d’estate. Gli hot pants sono indossati da una “rumorosa” minoranza che non si fa impaurire dai censori del comune senso del pudore.

In Tv c’è La posta di Padre Mariano, e non Il Grande Fratello. Le avventure di  Arsenio Lupin, Padre Brown, e Bonanza hanno tanti fans e Canzonissima con le sorelle Kessler vale una sera a casa in pantofole. Chi digerisce male, prende l’Alkaseltzer. Ci vuole lo spazzolino da denti e non la gomma da masticare per pulire i denti.

L’inflazione al 22 per cento ingoia gli stipendi. Enrico Berlinguer gode di grande popolarità, Giovanni Leone abita il Colle, Giulio Andreotti Palazzo Chigi e Richard Nixon, seppure per poco, la Casa Bianca.

Gli hot pants oggi come allora segna il tempo delle vacche magre. Si stringe la cinghia e si risparmia. Anche sulla stoffa dei pantaloni. Che non è affatto un male.