Alessio Ferlazzo

Un nome in alcuni casi è il nostro biglietto da visita e in altri può metterci in imbarazzo. E’ questo è quello che è capitato alcuni giorni fa in Vaticano quando è stato recapitato il curriculum diplomatico (assolutamente di tutto rispetto) dell’ambaciatrice spagnola presso la Santa Sede.  Il nome è Maria Jesus Figa Lopez-Palop e di certo non poteva sperare di presentarsi bene. Così per evitare che tale cognome potesse in qualche modo creare scompiglio e imbarazzo nelle stanze vaticane un funzionario ha pensato bene di censurare una parte del cognome trasformandolo in Maria Jesus F. Lopez-Palop.

 

La cancellatura, avvenuta sulla comunicazione ufficiale degli impegni del Pontefice della giornata, è così arrivata giusto in tempo per evitare che quella parola, utilizzata tranquillamente nel Paese iberico ma con un significato ben preciso in Italia, potesse fare arrossire i presenti al momento dell’incontro. Ricevendola, Ratzinger ha sottolineato l’importanza per la Spagna e la Santa Sede di rafforzare le loro relazioni, con mutuo rispetto e collaborazione, nell’obiettivo comune di promuovere il bene della persona umana. 

 

Di certo ancora non si sa quale sia stata la reazione della signora Lopez-Palop dopo avere scoperto la censura sul suo nome. Un particolare imbarazzante più dello stesso nome della donna. Di nomi strani o che comunque possono farci sorridere ne troviamo e sentiamo di parecchi nel corso della nostra vita. Allora cosa succederebbe se in Vaticano venisse assunta la signora Daria Tromba (invertendo il risultato è comunque divertente) o Felice Limonta o perché no Santo Pisello? Allora per il funzionario della Santa Sede si verificherebbe un aumento di lavoro considerevole e non gli resterebbe che appellarsi a Santa Pazienza, di nome e di fatto ovviamente.

 

(Immagine tratta da www.vanityfair.it/)