Le famiglie allargate sono sempre più in aumento in tutto il mondo e anche l’Italia tiene il passo. Dal 1995 al 2007 la crescita di divorzi è stata esponenziale: si è passati da poco più di 27 mila a quasi 62 mila. E chiaramente ciò comporta che si creino nuovi nuclei "allargati" di cui fanno parte anche i figli avuti da precedenti relazioni o quelli che nascono anche dopo.
Ci si trova sempre più spesso ad avere, per modo di dire, più di un genitore o fratelli e sorelle con cui si condivide solo un genitore.
Ormai il fenomeno è diventato normale anche se la Chiesa, anche recentemente, ha messo le mani avanti circa l’opportunità di creare famiglie di questo genere. Per Papa Benedetto XVI divorzi, convienze e famiglie allargate rovinano la vita di tanti bambini «privati dell’appoggio dei genitori, vittime del malessere e dell’abbandono, e che si sentono orfani non perché figli senza genitori, ma perché figli che ne hanno troppi».
Come comportarsi allora? Se, da un lato, in Paesi come la Francia ci sono specifiche tutele, in Italia la situazione è ancora piuttosto confusa. In tanti ricorderanno come sono andati a finire i tentativi di approvare i Pacs, la regolamentazione per le coppie non sposate.
E in Sicilia? Anche l’isola ha seguito il trend con un vero e proprio boom di separazioni e divorzi e aumento di riti civili e convivenze, con la conseguente crescita delle famiglie allargate.
L’ultimo allarme è stato lanciato nel 2009 dal tribunale ecclesiastico: molti anche i matrimoni che durano appena un mese.
In Sicilia il tasso di nuzialità non supera il 5 per cento dal 2005. Dati che preoccupano il mondo religioso ma che invece sembrano non spaventare affatto uomini e donne che si ricostruiscono una vita con figli annessi.
Ogni famiglia è una storia a sè. Figli confusi? Chi sceglie di rifarsi una vita probabilmente pensa che se si è felici e si vive in serenità anche i figli staranno bene. E che si sia sposati o meno, con tre o quattro genitori o fratelli acquisiti se c’è la felicità c’è proprio tutto.
