Stefania Brusca

A.A.A. cercasi scrittore amante del vino e del teatro per  un interessante scambio intellettuale e non solo”. Questo potrebbe essere uno degli annunci che tra un po’ di tempo potremmo trovare sulle riviste letterarie italiane destinate esclusivamente alla classe colta. Su alcune pubblicazioni anglosassoni il fenomeno è già una realtà. La New York Review of Books ad esempio dedica ampio spazio a chi, stanco di  pensare esclusivamente a nutrire il proprio cervello, è alla ricerca di uno svago meno astratto, ma non per questo meno piacevole. 

 

Ma dove trovare l’anima gemella?

 

Nell’immaginario collettivo l’essere “dotto” ormai corrisponde al freddo e distaccato uomo di lettere che non si eccita per nulla al mondo se non per l’edizione originale di un testo redatto in  una lingua morta da secoli. Ma chi l’ha detto che le persone erudite non vivano anche notti all’insegna della più sfrenata lussuria? Chiedetelo ai lettori di romanzi dell’Ottocento o agli appassionati delle poesie di Catullo o di Saffo.

 

Luoghi comuni a parte, chi fa riferimento alla sempre più smagrita schiera degli intellettuali fatica a vivere immerso nel mondo odierno di Lady Gaga e compagnia, optando invece volentieri per un buon libro seduto comodamente in poltrona.  Il rischio che si corre, solitudine a parte, è di circondarsi di una cerchia sempre più ristretta di persone.

 

Scrivere alle riviste letterarie diventa quindi un modo  per essere sicuri che il messaggio arrivi a gente che legge almeno un libro l’anno, garantendosi anche il diritto a rimanere anonimi. Si potrebbero trovare annunci del tipo: “Attore teatrale bruno e sulla trentina cerca giovane donna elegante e raffinata, appassionata di arte moderna, che apprezzi la buona cucina”. Oppure, chissà, si potrebbero incontrare così due laureati in lettere classiche pronti a tuffarsi in interminabili letture dell’Iliade,  che si sciolgono al pensiero di amarsi come Ettore e Andromaca.

 

Che si prediliga la letteratura, il teatro o l’arte, la cultura non è fine a se stessa. Occorre sempre fare i conti con gli altri e avere il coraggio e il piacere della condivisione. In tutti i sensi.