(eb) Sborsare, sborsare e sborsare. Il chiodo fisso è chiaro e limpido. Senza un se, un ma, un dove e soprattutto un perché. La causa, anzi, sembra quasi di forza maggiore. Quel che conta veramente è metter mano al portafogli e lasciarsi andare alle più sfrenate compere. Anche se, giusto nel conto, le banconote non abbondano per niente. Signori, ecco a voi lo shopping compulsivo. Una sorta di travolgente attrazione della quale è impossibile stabilire il limite fra piacere e malattia. Quel che importa e preoccupa, semmai, è che secondo la ricerca portata a termine dalla Siilpac – una società specializzata nell’“intervento sulle patologie compulsive” – ben il 5 per cento degli italiani sarebbe vittima dell’irresistibile pulsione. Per loro non esiste genere preferito né limite di prezzo: per esser chiari, qualcuno non ci penserebbe su due volte nel commettere illeciti.
In tempo di saldi, poi, la situazione “precipita”. Non importa che si tratti di scarpe, borse, abiti da sera o occhiali da sole (e non solo roba firmata, sia chiaro): alla fine, la voglia di acquisti assolutamente inutili non fa che aumentare, e gli sconti allentano i freni inibitori.
Lungo, lunghissimo l’elenco degli “schiavi” dello shopping fra i vip: la lista ospita da Paris Hilton a Stefania Prestigiacomo, da Elisabetta Canalis a Cecilia Sarkozy, passando attraverso Britney Spears o Victoria Beckham. Prendiamo soltanto l’ultimo caso: la lista degli acquisti dello scorso Natale dell’ex Spice girl comprende, fra le tante cose, 20 (esatto, proprio “venti”, ndr) paia di scarpe “tacco 12” di Dolce & Gabbana, 12 paia di occhiali da sole Versace, 15 borse cult di Hollywood party con cristalli della maison italiana Gilli, e, dulcis in fundo, cinque divani Natuzzi di vari colori.
Tenuto conto della roba che completa l’elenco – da noi volutamente tralasciata – il piatto forte è rappresentato dall’esborso complessivo: fra uno e due milioni di euro. Certo, il fatto che sia miss Beckam a far incetta di borse e borsette, non sembra cosa fuori dal mondo. Ma le “shopaholic” di casa nostra, chi sono? Qual è il volto degli anonimi compratori italiani? Secondo Cesare Guerreschi, presidente e fondatore di Siilpac, si tratta di “gente comune, soprattutto 35-40enni, che non arriva alla quarta settimana del mese ma che finisce per commettere illeciti pur di acquistare”. Ma torniamo alle cifre. Perché nel 5 per cento degli italiani caduti in trappola, trova spazio una buona fetta di uomini.
L’aumento degli shoppers coi pantaloni è stato del 6 per cento negli ultimi 20 anni. E oggi, il totale dei maschi col vizietto è complessivamente del 15 per cento. Il restante 85 è donna. Paura di caderci? Tranquilli, la schiavitù colpisce soprattutto se avete dai 18 ai 45 anni. Per rifarsi degli sprechi, insomma, resterebbe una buona fetta di vita…
