Marianna Messina

C’è qualcosa che illumina le notti d’inverno dei colori più chimici, più fluorescentemente pink and yellow. Qualcosa di così anti-natalizio da rinfrescare le anime irrendente come una gazzosa tutta bolle. È il Cosplay: la festa più agitata, anti-age e meno agé.

 

Gli invitati sono super esclusivi, sbarcano direttamente dall’ultra mondo giapponese e dal fantasy di ovunque. Solo al Cosplay si può vederli parlare tra loro: Saw l’enigmista che fa il galante con Sailor Jupiter è uno spettacolo da non perdere.

 

È quanto è avvenuto qualche giorno fa chez Skip La Comune, uno dei luoghi più cool di Palermo, casa dell’antimoda più fashion victim che ci sia e della creatività in genere. Spazio aperto per chiunque voglia sperimentarsi e sperimentare. A immortalare i cosplayers la fotografa Silvia Andretti, per la quale si mette in posa perfino Nana dei Black Stones, la cantante scontrosamente lovely del panorama shojo.

 

Quella del fumetto, del film horror, del fantasy è oramai una realtà culturale che ha attecchito in profondità tra i giovani, che parlano estasiati dei loro personaggi preferiti e che non perdono tempo a riconoscere i reciproci travestimenti.

 

Cappellini da Babbo Natale indossati da giappo-girls extrasexy o da scheletri sanguinanti è quanto di più pop si possa vedere il 23 Dicembre. E non si può certo dire che non costi fatica: per la preparazione dei costumi molti di loro impiegano mesi interi.

 

Se a Carnevale ogni scherzo vale ma oramai è buono solo per gli over 30, se Halloween non è abbastanza trash, ecco una ricorrenza truly teen per tutti coloro che sognano di vivere tra colpi di asce, effetti speciali e magie di Emy.