Salvatore Parlagreco

Ricercatori e sociologi hanno scoperto che nei piccoli comuni c’è un baby boom su cui vale la pena di mettere il naso, per capire che cosa sta succedendo. Ci sono paesini, come Brignano, in provincia di Pavia, che hanno raddoppiato la loro popolazione. Il parroco è contento come una pasqua perché ha contato ben quaranta battesimi, una cosa mai vista.

 

I numeri non mentono, la credenza che al Sud si facciano tanti figli ed al Nord, invece, abbiano chiuso i boccaporti alla famiglia, si è rivelata una bugia colossale. La vivacità demografica è passata da Sud a Nord. E ci sono esperti che si sorprendono e cercano, con impegno e dedizione, una spiegazione plausibile.

 

La vivacità demografica è stata finora spiegata con il desto bagaglio culturale delle famiglie meridionali, che fanno figli senza avere le risorse per mantenerli, quasi che si trattasse di uno shopping maldestro.

Dopo avere predicato per decenni questa teoria lievemente razzista e sconclusionata, ora si ha difficoltà a correggerla e spiegare quel che accade. Eppure, è assai semplice.

 

Con la contraccezione le famiglie hanno avuto la possibilità di scegliere, se fare o non fare figli, a prescindere dalla voglia di fare l’amore. Una cosa che prima non esisteva. Dai pulpiti delle chiese arrivavano messaggi di questo tipo: “congiungersi” allo scopo di fecondare, o “mantenersi illibati” fino al matrimonio.

 

Appelli che sono stati raccolti da pochi timorati di Dio.

 

Negli anni Cinquanta i record demografici erano raggiunti dai comuni meridionali. Gela è stata primatista in Europa per più di un decennio, un record che ha incuriosito testate nazionali e ed internazionali, che si sono chiesti per quale ragione nascessero tanti bambini nel Sud più povero di risorse, legato alla campagna. Alcuni reporter scrissero, ironizzando (ma non troppo), che le colpe erano da addebitare ad una statua di Cerere desnuda, piantata nella piazza principale della città, dove si raccoglievano ogni sera migliaia di gelesi con il gusto della conversazione.

 

Grappoli di braccianti e contadini che trascorrevano il tempo libero a pochi metri da Cerere, così invitante, aggraziata, e un poco scostumata al punto da impedire ai sacerdoti della Chiesa madre, di aprire il portone principale con vista sulla piazza.

 

Le idiozie non hanno tempo né luogo, nascono e si riproducono ovunque con estrema facilità. Oggi siamo alle prese con l’enigma del Sud, incolto, sorpassato dal Nord nelle nascite. La sterilità è diventata sociale, economica, politica. Le famiglie meridionali non possono permettersi i figli. Ne hanno voglia, eccome. Non solo non nascono bambini, non nascono nemmeno le famiglie, perché costa molto metterne su una quando il futuro è incerto, o addirittura non c’è per niente a causa della precarietà e della disoccupazione.

 

Il Mezzogiorno, area culturalmente legata alla famiglia e da sempre più prolifica, ha dovuto rinunciare alla sua naturale propensione perché è più povera del Nord.