Magia e diabolico, superstizione e fenomeni paranormali, tecnica della medianità. Questi i temi su cui stanno discutendo, in questi giorni, una trentina di esperti provenienti da ogni parte del mondo, riuniti nel Centro Maria Immacolata di Poggio San Francesco, alle porte di Palermo. L’occasione del simposio è l’8° Incontro di Formazione degli Esorcisti di Sicilia, organizzato dal Centro Regionale “Giovanni Paolo II”, che si concluderà il 18 febbraio.

 

Quattro giorni di intensi lavori coordinati da un sacerdote illustre: il frate domenicano Francois Marie Dermine, presidente nazionale del Gris e docente di “Morale Fondamentale” presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna a Bologna.

 

Argomenti controversi e delicati, sempre in bilico tra fede e folklore, che catalizzano l’attenzione di credenti e laici. Le possessioni demoniache, vere o presunte, hanno riempito pagine e pagine di libri e metri di pellicole cinematografiche, ma sulla concrete incursioni del diavolo nella vita quotidiana, scetticismo e credenze sono quanto mai trasversali. Da sempre, parlare del “maligno” non è come raccontare storie di fantasmi o leggende popolari, per quanto suggestive e “vere” possano essere: c’è un valore aggiunto e quasi una certificazione di “autenticità” data dal suggello della Chiesa, anche se il tema rimane molto dibattuto negli stessi ambienti clericali.

 

Scettico non lo è certamente, fra’ Benigno Palilla, sacerdote francescano, incaricato dalla Conferenza Episcopale Siciliana per la formazione degli esorcisti in Sicilia. Lui che pratica esorcismi da dodici anni, ha più volte evidenziato le differenze tra quelle che ritiene essere autentiche possessioni e i casi di patologie psichiche che nulla hanno a che fare col demonio. “La maggior parte della gente che viene da me a chiedere un esorcismo – ci ha raccontato fra’ Benigno – non ha in realtà contatti col demonio. Sono, per fortuna, rarissimi i casi veri di possessione. Le persone vedono i diavoli un po’ ovunque, credono di essere possedute ma non lo sono”.

 

Ma quando a fare capolino è il diavolo in persona, come fa un esorcista ad accorgersene? Secondo il sacerdote, esisterebbero tre gradi progressivi di avvicinamento all’uomo: le cosiddette “azioni straordinarie”: l’infestazione, la vessazione e la possessione. Con l’infestazione, la meno grave, “il diavolo – spiega fra’ Benigno – non agisce sull’uomo direttamente, ma sugli oggetti: ad esempio, armadi che vanno da una parte all’altra di una stanza, porte che si aprono, suppellettili che cadono da sole”. La vessazione è invece l’azione con cui il “maligno” comincerebbe a colpire il soggetto sia nel corpo che nella mente: “Nel primo caso si manifestano segni sul corpo, scritte sanguinanti o forti dolori; nel secondo caso il maligno si presenta sotto la forma di pensieri ossessivi o strane fissazioni”. Infine, la possessione. È il grado di azione straordinaria più grave: “Il diavolo prende totale possesso della persona e causa la sospensione delle sue facoltà. Non c’è più l’uomo, ma è il demonio che si manifesta attraverso il corpo. Dopo questo invasamento, – conclude l’esorcista – l’uomo non ricorda nulla perché ha vissuto come in uno stato di trance”.