Il software per il cellulare? Un business da far girare la testa. Secondo gli esperti di mercato, AppStore (Apple), Android Market (Google), OviStore (Nokia)e Windows Marketplace (Microsoft) incasseranno entro la fine del 2010 una cifra che si aggirerà intorno ai 6.2 miliardi di dollari. A questi, si dovranno sommare i 600 milioni di dollari (questa la quota prevista) derivanti dalla pubblicità.
Facile fare un calcolo approssimativo: il giro d’affari legato alle applicazioni mobili sfiorerà, insomma, i sette miliardi di dollari. Che paragonati ai 4.2 miliardi del 2009, chiariscono come nella tecnologia sia attualmente in corso una sorta di "mutazione genetica" che riguarda tanto i produttori quanto i consumatori. E la "febbre" non tenderà a scendere facilmente. Anzi, tutt’altro, in considerazione della sempre crescente circolazione dei nuovi smartphone e, di conseguenza, alla maggiore propensione degli utenti a far spese nei negozi virtuali per acquistare applicazioni adatte.
La corsa al download (gratis o a pagamento) di software, giochi e altro è soltanto all’inizio: secondo le previsioni di Gartner, la quota di applicazioni scaricate dal web nel 2013 toccherà quota 21,6 miliardi, e l’87 per cento dei quali saranno software gratuiti. Sono proprio i giochi quelli attualmente più gettonati dai consumatori, ma altri servizi come lo shopping online, il social networking e soluzioni di "produttività personale" si stanno facendo prepotentemente strada nel settore.
Facile prevedere che con l’aumento dei download fra tre anni il business degli "application store" si quadruplicherà, arrivando a toccare il tetto dei 29,5 miliardi di dollari, di cui il 25 per cento derivanti dalla pubblicità. Che cifre.
