Molte città d’Italia stanno installando reti wireless (senza fili) per l’accesso gratuito a internet. Si possono trovare punti di accesso nelle sale d’attesa degli aeroporti, nei locali pubblici e nelle stazioni. Come spesso accade però le città dotate di questi servizi non vanno più a Sud di Pescara, o per dirla tutta, sono dislocate per lo più al Centro Nord.
A Milano, per esempio si possono trovare hotspot al Parco Sempione o all’Idroscalo, mentre a Reggio Emilia sono ben 38 le zone della città coperte dal servizio. Il wireless rappresenta una marcia in più in tempo di crisi soprattutto per quanto riguarda il turismo. Come riporta Repubblica, in realtà, gli enti locali si ritrovano senza fondi da investire in reti wireless e riescono ad attrezzarsi un po’ a fatica, inventandosi sempre soluzioni diverse per garantire il servizio a tutti i cittadini almeno nei luoghi pubblici. Nella maggior parte dei casi nascono collaborazioni tra soggetti pubblici e privati. Un esempio ne è il progetto Genova Città Digitale. Il Comune gestisce un network formato da punti d’accesso di enti pubblici e privati che sta piano piano espandendosi in diverse zone della città. Un altro progetto, il più grande d’Italia è stato attivato nella capitale e nei centri limitrofi. Grazie a “Provincia Wi-Fi” finora sono stati attivati 200 punti tra bar, ristoranti, ospedali, associazioni, università. Per accedere al servizio però, dopo le recenti normative anti-terroristiche, occorre essere ben identificabili e ottenere le password dall’ente che gestisce il servizio.
Una volta ottenute si ci può connettere tramite cellulare o pc per navigare liberamente gratis e senza vincoli. Il fenomeno è in continua crescita a livello internazionale. In Italia sono 4.800 i punti di accesso alla rete (hot spot), 245.000 nel resto del mondo. L’alta velocità rappresenta il futuro di internet. Sulla nuova rete Wi-Max viaggeranno contemporaneamente dati, voci, immagini e video.
