Stesse regole in tutta Italia per il rinnovo della patente ai malati cuore. Grazie a nuove "linee guida omogenee in tutto il Paese, per facilitare l’uniformita’ e l’appropriatezza nell’accertamento dei requisiti di idoneita’ alla guida da parte delle Commissioni mediche preposte al rilascio o al rinnovo della patente ai cardiopatici". Lo chiedono con forza le Associazioni Pazienti aderenti a Conacuore (Coordinamento operativo nazionale associazioni del cuore), riunite da ieri a Modena in occasione del XII Convegno nazionale. "Sebbene su questo tema esistano linee guida europee, queste non sono obbligatoriamente applicate. In Italia la Legge e’ vaga, di conseguenza le Commissioni competenti sono molto libere nelle valutazioni – dichiara Riccardo Buchberger, vicepresidente Conacuore – Per questo motivo vengano adottati criteri di giudizio differenti non solo da Regione a Regione, ma anche da provincia a provincia, con il risultato che lo stesso paziente potrebbe essere giudicato in modo sostanzialmente diverso da due Commissioni della stessa Regione". Diventa, percio’, "indispensabile mettere il medico nelle condizioni di poter dare risposte uniformi ed appropriate di fronte alla valutazione di patologie cardiache, e alle eventuali limitazioni che queste potrebbero portare alla guida di un’automobile". 

 

Per il rinnovo della patente di guida, ad esempio, e’ argomento di grande discussione il fatto che una persona sia portatrice di un defibrillatore. "I portatori di defibrillatore – spiega Buchberger – non sono tutti uguali. Il device puo’, infatti, essere impiantato quando un paziente ha gia’ subito un arresto cardiaco, per evitare il ripetersi di episodi di questo tipo. In questo caso si parla di prevenzione ‘secondaria’". Ma esistono anche "casi di prevenzione ‘primaria’, ovvero quando nonostante il paziente non abbia mai sofferto di episodi aritmici gravi, una valutazione clinica e strumentale fa ritenere che ‘statisticamente’ si potrebbero verificare gravi problemi di ritmo cardiaco. In queste situazioni, l’eventualita’ che il defibrillatore entri in azione sono assai remote. Nella realta’ dei fatti, pero’ – continua Buchberger – esistono Commissioni che, anche nei casi di prevenzione primaria, giudicano la presenza di un defibrillatore una controindicazione assoluta al rinnovo della patente. Altre che preferiscono valutare la storia del paziente, esaminando ad esempio parametri oggettivi come l’entrata in funzione o meno del dispositivo in un lasso di tempo ragionevolmente prolungato". Recentemente, grazie all’iniziativa di due medici trevigiani, Roberto Mantovani (Cardiologo-Aritmologo) e Matilde Filippini (Medico Legale membro di una Commissione) si e’ arrivati "alla redazione di una sorta di protocollo che ha permesso ai Cardiopatici del Veneto di avere una uniformita’ di valutazione", prosegue l’esperto. "L’aspirazione di Conacuore e’ quella di far replicare questo tipo di esperienza, per tutte le cardiopatie e per tutto il territorio nazionale", conclude, "possibilmente con la collaborazione dei ministeri interessati".