(Andrea Busalacchi) L’alzheimer è una malattia degenerativa, che colpisce generalmente intorno ai 60 anni di età, in gardo di far perdere l’autosufficienza a chi ne viene colpito.E’ una forma di demenza degenerativa invalidante che incide a livello econimico di circa l’1% del PIL mondiale. Questo valore, insieme al numero di pazienti affetti, tenderà ad aumentare fino al doppio entro il 2030 e al triplo entro il 2050; dati da vera e prorpia emergenza sanitaria.
La ricerca in questo campo continua, soprattutto nella direzione della comprensione dell’eziologia (causa scatenante) della malattia; recentemente è stato scoperto da alcuni ricercatori del CNR, che i responsabili dell’alzheimer non sono le fibrille che il Beta Amiloide forma sui neuroni malati, ma degli aggregati di minore dimensione chiamati Oligomeri di beta A. Da un punto di vista prettamente scientifico, questo ha spiazzato ciò che fino ad oggi si pensava, cioè che non solo le fibrille di beta Amiloide non sono la causa, ma addirittura potrebbero essere un meccanismo di protezione attivato a seguito del rilascio di monomeri e oligomeri di beta A. Fino a quando non verrà messa a punto una terapia che in un primo momento riesca a bloccare l’avanzare della patologia e in seguito a curarla, l’unica arma a nostra disposizione è la prevenzione.
Vediamo quali sono le informazioni a nostra disposizione che sembrerebbero aiutare nel prevenire tale patologia:
- Apporto di adeguate quantità di vitamina B6, B12 e acido Folico – Alimentazione ricca di verdure a foglie verdi scure, cavoli, pomodori, pesce azzurro, cereali
- Olio extra-vergine di oliva, contine Oleocantale (molecola attiva nel combattere la degenerazione neuronale)
- No all’uso di sigarette (accaniti consumatori di sigarette, hanno il 157% in più di probabilità di sviluppare la malattia rispetto a chi non fuma) – Attività fisica regolare ed intensa
- Svolgere un vita socialmente attiva, può ridurre del 50% il rischio di sviluppare la malattia
