Dario La Rosa

In Italia 3 milioni e 200 mila persone soffrono di "diabesità", combinazione di diabete e obesità, e questo numero proviene dai 4 milioni di diabetici italiani che si vanno a sommare agli altrettanti 4 milioni di obesi nel Paese. La Società italiana di obesità (Sio) ha stimato che 4 italiani su 10 (dai 18 anni in su) sono in sovrappeso e 1 su 10 è obeso, mentre un terzo dei bambini (dai 4 ai 17 anni) è in sovrappeso e il 4% di questi obeso. Nel 2025 gli esperti prevedono che gli adulti obesi saranno il 14% (con una crescita del 43% in questi 15 anni) mentre i bambini il 12,5% (con una crescita del 205%).

 

”E proprio l’obesità – ha spiegato Antonio Pontiroli, direttore della divisione medicina II all’ospedale san Paolo di Milano e presidente del nono convegno nazionale diabete-obesità che si è aperto oggi a Milano – è il singolo fattore di rischio più forte che c’è per i diabetici e potenzia gli effetti devastanti di questa malattia”. Per ridurre la mortalita’ cardiovascolare, a cui i diabetici sono piu’ esposti, hanno aggiunto gli esperti, non basta intervenire solo sulla glicemia: da una maxi metanalisi pubblicata oggi sulla rivista ‘Nutrition metabolism and cardiovascular diseases’, che ha studiato 30 anni di vita di pazienti e coinvolto nove studi clinici e oltre 15 mila diabetici, è risultato che solo agendo su più fattori di rischio contemporaneamente (come glicemia, pressione arteriosa e colesterolo) si riduce la mortalità cardiovascolare, anche fino al 40%. I diabetologi hanno ricordato infine l’importanza di intervenire da subito sul malato, considerando il diabete nel suo insieme: ”ogni paziente – ha concluso Pontiroli – va curato nella sua globalità senza pensare solo alla glicemia”.